Sono cresciute le preoccupazioni degli italiani dopo oltre un anno di Covid-19. Non poteva essere diversamente di fronte a un evento drammatico, pervasivo e inatteso come questo, che, in modi pur diversi, ha stravolto le esistenze di tutti noi. Bnp Paribas Cardif, in collaborazione con Ipsos, ha svolto una ricerca internazionale sulle preoccupazioni, le attese e le esigenze delle persone, confrontando la situazione italiana con quella degli altri Paesi, in particolare europei.

Una ricerca internazionale di Bnp Paribas Cardif e Ipsos sulle paure e le attese delle persone dopo un anno di pandemia. Le preoccupazioni degli italiani e i loro desideri e aspettative a confronto con i cittadini degli altri Paesi: in Italia più pessimismo rispetto alla media europea.

La ricerca Bnp Paribas Cardif-Ipsos (giunta alla seconda edizione, dopo quella del 2019) mette in luce i grandi cambiamenti causati dalla pandemia sull’atteggiamento delle persone sulla base di un campione di 21mila intervistati di 21 Paesi e tre continenti (Europa, Asia, America Latina).

Un primo dato importante è che gli italiani sono più preoccupati e più pessimisti, sia rispetto al 2019 sia in confronto alla media europea: paura di perdere il lavoro e dell’ospedalizzazione, desiderio di maggior protezione verso la propria salute, la famiglia e la sfera economica e maggiore consapevolezza sull’assicurazione del credito sono i principali elementi che emergono dall’inchiesta.

In sintesi, commenta Isabella Fumagalli, Ceo di Bnp Paribas Cardif: “L’indagine fotografa un’Italia tra le nazioni più pessimiste d’Europa, con meno capacità di proiettarsi nel futuro ma con più consapevolezza sui rischi da cui proteggersi”.

Come sono cambiate le preoccupazioni degli italiani

Vediamo l’amdamento delle maggiori preoccupazioni degli italiani: i timori più dichiarati e il raffronto con le percentuali registrate due anni fa, quando c’era una persistente crisi economica, ma non si immaginava l’arrivo di Covid-19.

  • Timore di una riduzione delle entrate: lo prova il 75% degli interpellati (+2% sul 2019) contro il 70% europeo
  • Paura di una malattia grave: 71% (+1% sul 2019)
  • Perdita della propria indipendenza: 68% (-2%) contro il 60% in Europa
  • Timore di perdere il lavoro; 65% (+4% sul 2019) contro il 58% in Europa
  • Ospedalizzazione: 65% (+4% sul 2019)
  • Paura di un disastro naturale (come una pandemia): 56% (+7% sul 2019)
  • Timori di furto o danneggiamento d’auto: 53% (-4%),
  • Timore di aggressione: 49% (-4%)
  • Paura di un attentato terroristico: 34% (-7%)

Bisogno di protezione

Con il dilagare della pandemia gli italiani hanno maturato la sensazione prevalente di non essere abbastanza protetti. Soltanto il 7% (contro l’11% europeo) si definisce “molto ben protetto” (+1% sul 2019). Il desiderio di protezione degli italiani riguarda soprattutto: la malattia grave (40%; +7%); la perdita del lavoro (36%, +7%); le perdite finanziarie/riduzioni delle entrate (35%; +6%); la malattia cronica (32%; +8%); la perdita di indipendenza (31%; +7%); l’incidente (26%; +6%); la morte (23%; +7%).

La paura economica

Il 64% degli intervistati ha subìto o pensa che subirà una riduzione delle proprie entrate: una percentuale decisamente superiore rispetto alla media europea (58%) e a Germania (45%) e Francia (48%). Per effetto di che cosa? Per il 35% degli intervistati una temporanea riduzione del salario, per il 24% l’abbassamento delle ore di lavoro e per il 21% la perdita del lavoro.

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