In Spagna i farmaci ospedalieri ritornano in farmacia. L’ultima notizia è che anche l’Andalusia farà parte delle Regioni spagnole che hanno scelto di distribuire i farmaci ospedalieri tramite le farmacie territoriali. Lo faranno in via sperimentale nel corso del 2021.

In Spagna i farmaci ospedalieri ritornano nelle farmacie territoriali, con risultati positivi sia sul fronte dei costi sia su quello della soddisfazione dei cittadini. L’esperienza della Andalusia.

Secondo quanto dichiarato dai nostri colleghi spagnoli del Consejo, i risparmi per le strutture sanitarie pubbliche e per i pazienti sono già evidenti, così come anche la soddisfazione dei cittadini. I pazienti, infatti, potranno reperire il farmaco in farmacia, a costo zero e previa autorizzazione della farmacia ospedaliera dove è stata effettuata la prescrizione.

I compiti dei farmacisti

I farmacisti, dal canto loro, dovranno garantire la corretta conservazione dei medicinali, effettuando la distribuzione secondo le indicazioni stabilite dal servizio di farmacia ospedaliera. L’acquisto dei farmaci resterà, ovviamente, a carico del Servizio sanitario andaluso. Le farmacie ospedaliere, invece, avranno il compito di supervisionare e convalidare i trattamenti prima della distribuzione dei medicinali e dovranno poi monitorare e controllare l’aderenza alla terapia.

Il nuovo meccanismo di distribuzione adottato è frutto di un accordo tra il Servizio sanitario andaluso (Sas) e il Consiglio andaluso delle associazioni dei farmacisti (Cacof), reso possibile dall’autorizzazione del Ministero della Salute, che ha concesso questa facoltà nell’ambito delle misure di contrasto alla diffusione della Covid-19 e con il chiaro obiettivo di migliorare l’accessibilità dei farmaci, evitando così negli ospedali assembramenti e accessi inutili, oltre che imprudenti.

Che cosa prevedono le norme italiane

Anche in Italia l’attuale architettura normativa prevede le medesime facoltà per le nostre Regioni, in virtù dell’approvazione di due emendamenti del deputato Marcello Gemmato ai decreti legge 8 aprile 2020, n. 23 e 19 maggio 2020, n. 34, che hanno introdotto, per la prima volta e per legge, la facoltà di interrompere la cosiddetta “distribuzione diretta del farmaco” tramite le strutture sanitarie pubbliche, consentendone l’erogazione in regime di distribuzione per conto nelle farmacie private convenzionate con il Ssn.

In particolare, la normativa oggi dispone, per le Regioni e le Province autonome, la facoltà di distribuire -tramite le farmacie e con il meccanismo della “distribuzione per conto”- i farmaci individuati dall’articolo 8, comma 1, lettera a), del Decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347 (medicinali che richiedono un controllo ricorrente del paziente) limitatamente all’emergenza sanitaria in atto determinata dalla diffusione della Covid-19, e i medicinali ordinariamente distribuiti con le modalità di cui alle lettere b) e c) del citato comma 1 dell’articolo 8, ovvero i medicinali distribuiti ai pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale e agli assistiti affetti da Covid-19 in trattamento domiciliare.

L’esempio della Spagna rappresenta così un’ulteriore conferma della bontà dell’iniziativa, che merita di essere anche in Italia più ampiamente attuata. (RDA)

Sulla farmacia in Spagna, potete leggere anche qui.