Per il digital, ormai, più che di una evoluzione si dovrebbe parlare di una vera e propria rivoluzione, che coinvolge un po’ tutti i campi, dal fisco alla sanità. Consideriamo che ci sono voluti quattro anni per arrivare a 5 milioni di Spid, il sistema pubblico di identità digitale, mentre è bastato un solo anno, quello del Coronavirus, per superare nel 2020 i 19 milioni. Ma questo non è un esempio isolato, perché anche la fatturazione elettronica è decollata (superano ormai i 2 miliardi le fatture online) come pure, per restare in ambito farmaceutico, le ricette elettroniche, con il famoso (o famigerato) Nre, che proprio durante la pandemia è esploso.

Lo sviluppo del digital in tutti i campi, dalle fatture alle ricette mediche, è ormai qualcosa di molto simile a una rivoluzione. E il Pnrr darà un ulteriore impulso.

Sarà ora il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) a far ulteriormente decollare le piattaforme digitali, anche per realizzare gli obiettivi previsti dal Next Generation Eu, che richiede proprio un’accelerazione tecnologica. D’altra parte, la grande opportunità offerta dalla digital transformation consiste proprio nel migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione da una parte, e la competitività delle aziende dall’altra.

E così il digitale è destinato a entrare sempre più nei processi gestionali, ma anche a favorire nuovi indirizzi strategici, per esempio nell’ambito della telemedicina.

Lo stato delle cose in Italia

In questa evoluzione l’Italia presenta situazioni contradditorie, perché propone realtà tra loro contrastanti, per esempio zone tecnologicamente arretrate e con difficoltà di interconnessioni, a fronte di situazioni d’eccellenza proprio nel settore del Digital Trust.

Pensiamo all’uso della Pec, la posta elettronica certificata, ora sistema in continua espansione, con oltre 12 milioni di caselle attive e più di 3 miliardi di messaggi intercorsi. Quindi, non siamo fanalino di coda: anzi, con i contributi in arrivo dall’Europa, ora potremo partecipare ben determinati all’evoluzione strategica del digital.

Le insidie del cybercrime

Questo comporterà, però, l’adozione anche di particolari cautele, nell’ambito soprattutto della sicurezza informatica, per contrastare il crescente fenomeno del cybercrime, che sta approfittando della pandemia e dell’esplosione dell’e-commerce per ampliare i suoi attacchi.

La polizia postale, per esempio, ha evidenziato un aumento del 23,3% dei crimini informatici nel 2020 rispetto all’anno precedente. Ecco allora che bisogna alzare le difese per una più efficace cybersecurity, che ci metta al riparo da danni spesso anche devastanti.

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