Il Pnrr, “Piano nazionale di ripresa e resilienza” entrerà nel lessico economico dei prossimi anni. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, lo hanno presentato a Camera e Senato e ora è in attesa di ricevere il via libera dall’Europa, con l’invio di una prima sostanziosa tranche. Al suo interno c’è una promessa importante, cioè la dichiarazione di guerra alla burocrazia, che è stata ed è la vera piaga della nostra economia.

Il Pnrr dichiara guerra alla burocrazia. E sulla sanità locale punta sul ruolo delle farmacie rurali convenzionate.

Il Pnrr prevede, infatti, semplificazioni nelle procedure, eliminazione di adempimenti inutili, estensione del silenzio-assenso e responsabilità limitate ai casi di dolo. Limatura, quindi, di tante incrostazioni che hanno ostacolato il rapido sviluppo delle imprese e favorito solamente lo strapotere dei burocrati.

Il programma è veramente ambizioso, sempre che non rimanga, ancora una volta, soltanto sulla carta, come elencazione di buone intenzioni destinate poi a essere disilluse.

La volontà di semplificare

Ma quali sono, soprattutto, i programmi indicati per tagliare la burocrazia? Viene chiaramente indicata la volontà di semplificare le valutazioni relative all’impatto ambientale e alle procedure per efficientamento energetico e riqualificazione degli edifici (stanziati ben 22,26 miliardi). Discorso analogo per quanto riguarda l’autorizzazione di nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti.

Altri stanziamenti riguardano la transizione energetica e mobilità sostenibile (25,36 miliardi), oltre agli interventi per digitalizzare e favorire l’innovazione e sicurezza nella Pubblica amministrazione (10,95 miliardi), e il potenziamento delle scuole in tutti i gradi, dall’asilo all’università (20,89 miliardi). E ancora prevede la creazione di reti di prossimità, strutture sanitarie e telemedicina (9 miliardi).

Favorire l’attività produttiva

In pratica, al di là delle definizioni di principio, questo significa favorire l’accesso dei cittadini alle attività produttive e all’edilizia, utilizzare modulistica comprensibile e standardizzata online, estendere Scia (Segnalazione certificata d’inizio attività) e silenzio assenso, limitare le responsabilità per il danno erariale ai soli casi di dolo in modo da ridurre il contenzioso, stabilire termini precisi per l’aggiudicazione dei contratti, ridurre i tempi di aggiudicazione delle gare e dei concorsi, ampliare gli asili nido (228mila nuovi posti, soprattutto al Sud, ove maggiori sono le carenze), favorendo così la partecipazione delle donne al mondo del lavoro, potenziare infine la medicina di prossimità nelle aree interne.

Una montagna di finanziamenti

A prima vista sembra un po’ il libro dei sogni, peraltro più volte raccontato e mai realizzato. Ma ora ci sono in ballo una montagna di finanziamenti, un intervento europeo e un controllo super partes: quanto serve per stimolare l’orgoglio e la fantasia degli italiani.

Si parte, per esempio, dal ricambio generazionale nella Pubblica amministrazione, dalla eliminazione di tanti adempimenti burocratici, dall’attivazione di una task force di 1.000 esperti che aiuteranno le amministrazioni locali a gestire le varie procedure, fino ad arrivare a iniziative di benchmarking.

Farmacie rurali punto di riferimento della sanità locale

Per quanto riguarda la farmacia, il Pnrr interviene nello sviluppo delle aree interne (costituiscono i tre quinti del territorio nazionale) puntando sui servizi agli anziani e ai giovani, ma soprattutto qualificando i servizi sanitari di prossimità. E lo fa proprio utilizzando le farmacie rurali convenzionate dei centri con meno di 3.000 abitanti, che dovranno diventare punto nodale della sanità locale, garantendo servizi e strutture capaci di assicurare il benessere dei loro concittadini.

Di Pnrr abbiamo parlato anche qui.