L’isolamento forzato provocato dal Coronavirus non soltanto ha diminuito l’accesso alle prestazioni sanitarie, come le visite ambulatoriali e la diagnostica, ma ha anche ampliato le situazioni di disagio, soprattutto tra i giovani. Una recente indagine condotta in circa 20 paesi, tra cui l’Italia, ha infatti rilevato una riduzione complessiva del 37% delle prestazioni sanitarie con, in particolare, un -42% delle visite ambulatoriali, un -28% dei ricoveri, un -31% nella diagnostica e un -30% nei trattamenti terapeutici. Le conseguenze del Covid-19, pertanto, non riguardano soltanto le condizioni sanitarie di chi ha contratto il virus, ma anche di tutti quelli che avevano problematiche cliniche in corso e che hanno subito disagi e ritardi nella cura per colpa della pandemia.

Risultano aumentate le patologie di tipo psicologico e psichiatrico, soprattutto negli adolescenti

Un’altra ricerca condotta dall’Università di Pittsburgh su circa 5.000 soggetti rivela un consistente aumento delle patologie di tipo psicologico e psichiatrico a carico soprattutto degli adolescenti, evidenziando in loro sintomi depressivi, ansia, disturbi da stress post-traumatico, intenti suicidi e problemi del sonno. Il distanziamento sociale, particolarmente pesante per i giovani, ha anche provocato un eccessivo aumento delle ore trascorse sui social media, comportamento che non favorisce certo un corretto sviluppo fisico, psichico e sociale.

Lo sviluppo della telemedicina, auspicato anche dall’Oms, migliora il rapporto medico-paziente, oltre a limitare il problema delle liste d’attesa.

Unico aspetto positivo che emerge da queste ricerche è la crescita delle televisite e del telemonitoraggio, che testimoniano come la telemedicina serva a integrare l’assistenza sanitaria, migliorando efficienza ed efficacia dell’accesso alle terapie. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha inserito la telemedicina tra i servizi essenziali per il miglioramento del rapporto medico-paziente, che il Covid-19 e il distanziamento sociale hanno incrinato. La possibilità, infatti, di assistere i pazienti da remoto, in piena sicurezza e comodità, sta rivoluzionando la medicina tradizionale. In particolare poi, la telemedicina si sta rivelando essenziale nel gestire l’annoso problema delle lunghe liste d’attesa, che peraltro la pandemia aveva aggravato, migliorando il triage prima del ricorso alle strutture ambulatoriali.