Come si sono comportati gli italiani durante la seconda ondata di Covid? Ce lo racconta una ricerca svolta da Istat, intitolata appunto “I cittadini durante la seconda ondata epidemica”, che offre alcuni elementi interessanti sulle reazioni della popolazione di fronte al nuovo attacco del virus, dopo il relativo rallentamento di metà 2020.

La ricerca Istat sugli italiani durante la seconda ondata epidemica presenta alcuni dati interessanti sui comportamenti dei cittadini nella fase in cui il Coronavirus ha ripreso a diffondersi velocemente dopo un parziale rallentamento.

Vediamo allora in sintesi alcuni dei dati raccolti dall’Istat.

  • Il 58,3% dei giovani dai 18 anni in su è uscito da casa nel giorno mediano della settimana per vari motivi: lavoro, spesa, passeggiata, necessità proprie o della famiglia; solamente il 2,9% per andare in farmacia.
  • Le uscite da casa sono state effettuate prevalentemente di mattina e nelle ore meno affollate, per ridurre i rischi di contagio.
  • Il mezzo di informazione di gran lunga più utilizzato per tenersi aggiornati durante la pandemia (su vaccini, contagi, ricoveri, regole da rispettare) è stato la televisione (91,4%),
  • Altre fonti di informazione consultate spesso: i giornali (37,6%) e i social media (22,2%).
  • Relativamente poco consultati, al confronto, operatori sanitari (18,2%), Ministero della Salute (14,5%), siti web (13,6%).

istat: italiani e pandemia

Le aspettative e i desideri degli italiani per il dopo-Covid

Se l’Istat ha studiato gli italiani durante la seconda ondata, l’indagine Censis-Janssen nel quadro dei “cantieri della sanità del futuro” ha invece indagato sulle aspettative degli italiani per il post-pandemia. Ecco alcune delle principali risultanze, che avevamo anticipato qui.

  • La quasi totalità degli Italiani (il 91,7%) vorrebbe fosse dato un forte impulso alle attività di prevenzione.
  • La stragrande maggioranza (il 94%) si aspetta un potenziamento della sanità del territorio, con strutture di prossimità di facile e costante accesso, dove trovare medici di medicina generale, specialisti, farmacisti e infermieri che collaborano tra di loro.
  • Il 70,3% ritiene prioritario incrementare la telemedicina e le soluzioni digitali per controlli, diagnosi e cure a distanza.
  • La maggioranza chiede un’assistenza più vicina al paziente, che si avvalga di strutture di prossimità precise, riconoscibili, facilmente accessibili, consultabili.