Il recente “White paper” di Dhl è una interessante testimonianza del grande coinvolgimento della catena distributiva e della logistica in seguito all’arrivo della pandemia.

Il White paper di Dhl è una testimonianza del grande impegno e ruolo della logistica e della distribuzione nel contrasto alla pandemia Covid.

Infatti, la più grande crisi sanitaria degli ultimi cento anni ha evidenziato non soltanto gravi problemi sociosanitari, ma anche qualche eccellenza. Per esempio, l’industria farmaceutica ha sviluppato vaccini efficaci cinque volte più velocemente di quanto mai prima avvenuto e, in tempi di record, ha poi provveduto a svilupparne le dosi, quadruplicando la capacità di produzione. Passi da gigante li hanno fatti appunto anche la logistica e la gestione della catena di approvvigionamento, che hanno permesso di affrontare la pandemia con efficacia e rapidità. Medicinali, vaccini, dispositivi di protezione individuale, test e tamponi e tutto quanto serviva per affrontare Covid-19 sono stati, infatti, reso disponibile nei tempi e nei modi adeguat.

Duecento milioni di dosi di vaccini distribuiti in più di 120 Paesi

Una testimonianza al riguardo viene dal “White paper” di Dhl, che ha reso disponibili alcuni dati interessanti: oltre 200 milioni di dosi di tutti i vaccini approvati sono stati distribuiti in più di 120 Paesi, attività che ha comportato oltre 9.000 voli, oltre a coinvolgere 350 strutture e più di 9.000 specialisti. Per realizzare questo impegno sono state create oltre 50 collaborazioni bilaterali e multilaterali, impegnando nuovi servizi dedicati anche con partner del servizio farmaceutico pubblico.

Senza poi dimenticare che, oltre ai normali problemi logistici, la catena distributiva ha dovuto nel 2020 soddisfare requisiti senza precedenti, come il mantenimento di una cold chain fino a -70° C e impegnandosi a consegnare il vaccino in tutto il mondo con tempi tre volte più veloci del solito.

Nel comunicato stampa del Gruppo Dhl si precisa che, entro la fine del 2021, saranno necessarie circa 10 miliardi di dosi di vaccino a livello globale e si prevede che nei prossimi anni, per mantenere bassi i tassi di (re)infezione e per rallentare il ritmo delle mutazioni virali saranno ogni anno necessari ulteriori 7-9 miliardi di dosi di vaccino.

I compiti della catena distributiva

Per affrontare questo impegno logistico, eccezionalmente gravoso per la catena di approvvigionamento e distributiva, si ritengono necessari alcuni precisi impegni:

  • Costruire solide partnership tra Stati e industrie produttrici, per elaborare precisi dati di supporto e favorire indispensabili collaborazioni
  • Organizzare una gestione proattiva della capacità di trasporto, per garantire flussi di approvvigionamento sicuri, considerato che oltre il 95% delle dosi di vaccino anti-Covid-19 vengono prodotti in soli otto Paesi e poi distribuiti in tutto il mondo
  • Organizzare modelli personalizzati di distribuzione a terra dell’ultimo miglio, con focus sulla posizione strategica dei magazzini, della sincronizzazione dei flussi, dell’ubicazione dei vari punti di vaccinazione.

L’importanza del tracciamento e delle scorte

Insomma, dopo essere stati presi alla sprovvista, è essenziale ora procedere pianificando con cura il futuro, soprattutto identificando e prevenendo tempestivamente eventuali crisi sanitarie, grazie a sistemi di allarme globali, programmi di prevenzione e investimenti mirati.

Non soltanto va istituzionalizzato il contenimento del Coronavirus, ma sono indispensabili opportune contromisure, come il tracciamento dei contagi e l’adozione di scorte nazionali, per garantire tempi di reazione più efficienti. Infine, per facilitare un rapido approvvigionamento dei farmaci bisogna che governi e industrie farmaceutiche siano proattivi in ricerca, produzione e servizi di logistica, in modo da espandere a livello nazionale le capacità di distribuzione locale.

Sulla logistica ai tempi di Covid, si veda anche qui.