Con i vaccini anti-Covid si sta procedendo rapidamente in tutto l mondo, Italia compresa. Ora anche le farmacie italiane sono pronte a partire con le vaccinazioni per l’inizio di giugno. Lo ha dichiarato a Tv2000 il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia, ricordando che i farmacisti si sono adeguatamente preparati per questo fondamentale servizio grazie allo specifico corso dell’Istituto superiore di sanità.

Adesso si attendono le dosi e l’organizzazione della logistica per la loro distribuzione in tutte le Regioni e a breve le vaccinazioni in farmacia saranno praticabili in tutta Italia. Come ha spiegato il presidente di Federfarma Marco Cossolo -sempre a Tv2000- le vaccinazioni in farmacia sono aperte ai cittadini da 18 a 60 anni, cioè a “quella fascia di popolazione sostanzialmente più sana, con meno patologie. Utilizzeremo i preparati messi a disposizione di volta in volta dalle Regioni” (ai vaccini in farmacia, Federfarma ha dedicato una sezione del propro sito: vedi qui).

Accelerazione sui vaccini anti-Covid: nel mondo 2,2 miliardi di dosi disponibili entro maggio e 11 miliardi entro fine 2021. In Italia vaccinazioni in farmacia da giugno.

La mobilitazione sui vaccini anti-Covid procede speditamente a livello mondiale: 2,2 miliardi di dosi disponibili entro maggio e 11 miliardi entro il 31 dicembre a livello globale, “abbastanza per proteggere tutta la popolazione del pianeta”, come ha annunciato Sergio Dompé, presidente della task force Healthcare & Life Sciences del B20 (engagement group del G20 riservato alle imprese), durante l’evento “After the pandemic: health security and multilateralism at work”, promosso dall’European Council on Foreign Relations.

Stretta collaborazione tra gli attori della sanità

Dompé ha affermato che “questo risultato è stato possibile grazie a una stretta cooperazione fra comunità scientifica, aziende farmaceutiche, filiera produttiva, organizzazioni internazionali e governi dei singoli Paesi, che oggi vede oltre 5mila nuovi studi anti-Covid in corso. Un processo che è stato accelerato dalla crisi pandemica e che deve ora diventare strutturale. Con la stessa modalità si potrebbe lavorare insieme per trovare soluzioni a crisi sanitarie altrettanto gravi, come quelle legate alle malattie cardiologiche o al cancro, la cui diagnosi è stata molto rallentata durante i mesi della pandemia”.

Sull’argomento si segnalano anche le dichiarazioni del presidente di Farmndustrìia Massimo Scaccabarozzi: “Oltre 11 miliardi nel mondo. È il numero previsto di dosi dei vaccini contro Covid-19 che saranno prodotti entro il 2021. Un numero impensabile per una malattia sconosciuta fino a poco più di un anno fa. Eppure oggi rappresenta un traguardo realistico da raggiungere. Se è stato possibile arrivare a questo punto, è grazie soprattutto al virtuoso processo di collaborazione e di partnership tra i vari attori della sanità in Italia -a cominciare dal ministro della Salute, Roberto Speranza- e, a livello internazionale, nella ricerca e nei processi regolatori. E anche grazie alla proprietà intellettuale. Senza la spinta agli investimenti garantita dai brevetti, oggi non potremmo beneficiare di questi strumenti, fondamentali per superare la crisi pandemica e ritornare a una vita normale. E la loro esistenza non ha impedito le necessarie collaborazioni tra imprese per aumentare al massimo la capacità produttiva, visto che sono quasi 300 le collaborazioni tra produttori a livello globale”.

Il 21 maggio il Global Health Summit a Roma

Di questi temi si parlerà a Roma domani 21 maggio nel corso del Global Health Summit, a cui parteciperanno la presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen e il presidente del Consiglio italiano e del G20 Mario Draghi.