Su una recente  questione riguardante il quorum in Austria la Corte di Giustizia della Ue si è dichiarata incompetente. La Corte europea ha così risposto (con ordinanza del 25 febbraio 2021) al ricorso proposto dal Tribunale amministrativo regionale dell’Alta Austria nel procedimento tra la farmacia Stadtapotheke e l’Autorità amministrativa del Linz-Land relativo all’apertura di una nuova farmacia.

Quorum in Austria: la Corte di Giustizia europea si dichiara incompetente e non si pronuncia sulla contestata apertura di una nuova farmacia del Linz-Land.

La normativa austriaca sulle farmacie dispone che il permesso di aprire una farmacia deve essere concesso se c’è la necessità di istituire una nuova farmacia. Tale bisogno non esiste se, a seguito dell’apertura della nuova farmacia, il numero di persone rifornite dalle farmacie esistenti nelle vicinanze (entro 4 km) venga ridotto a meno di 5.500.

A seguito di una domanda per la concessione di una licenza per l’apertura di una farmacia, l’Autorità amministrativa richiese una perizia all’Ordine dei farmacisti austriaco per valutare le conseguenze per le farmacie esistenti dalla creazione di una nuova farmacia.  L’Ordine ha ritenuto di poter autorizzare l’apertura.  Per tale motivo la Stadtapotheke ha presentato ricorso sostenendo che la relazione dell’Ordine dei farmacisti fosse errata.

La legge sul quorum in Austria, le norme europee su libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi e il precedente del “Caso Asturie”

La questione assume un interesse nel momento in cui la controversia assume contorni di carattere europeo, in quanto il Tribunale amministrativo, adito in riesame, ha annullato la sentenza di 1° grado e ha deciso di sottoporre la questione alla Corte di Giustizia europea ritenendo che i fatti avessero rilevanza dal punto di vista della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi.  In altre parole, la legge austriaca che regola l’apertura di nuove farmacie può essere in contrasto con le norme europee sulla libertà per le imprese di stabilirsi liberamente sul territorio dell’Unione?

In tal modo il caso ha acquisito un notevole interesse anche ai nostri fini, dato che si trattava di vedere se la Corte di Giustizia potesse modificare o meno la sua precedente giurisprudenza (ricordiamo il famoso caso delle Asturias del 2010), quando stabilì come le norme spagnole sul quorum fossero del tutto compatibili con il diritto europeo.

Perché la Corte Ue ha dichiarato di essere incompetente sulla questione

La Corte, in realtà, si è ritenuta manifestamente incompetente sulla questione e ha statuito mediante ordinanza motivata di non poter proseguire il procedimento.

Il motivo di tale incompetenza risiede nel difetto del Tribunale austriaco a spiegare in maniera compiuta la fattispecie in questione. Il giudice nazionale si era infatti limitato ad affermare che la legge austriaca sulla farmacia consterebbe di un recepimento di numerose direttive, di modo che, a suo avviso, tale legge costituirebbe un’attuazione del diritto dell’Unione. Senza specificare, tuttavia, in quale direttiva europea venga regolata la questione dell’autorizzazione all’apertura di una nuova farmacia.

Nel caso in questione, sia il giudice del rinvio sia il Tribunale amministrativo, esaminando la perizia dell’Ordine, conclusero che l’istituzione di una nuova farmacia rispondeva a esigenze reali, autorizzandone l’apertura.  Ma l’ipotesi che ci potessero essere interessi contrastanti tali da ostacolare la libertà di stabilimento è risultata chiaramente irrilevante per i fatti del procedimento principale così come descritto dal giudice del rinvio.

Da tali elementi la Corte è giunta a concludere che il nesso tra la causa principale e la libertà di stabilimento sia quanto meno artificioso e che pertanto la questione sia manifestamente infondata e ben al di fuori della competenza europea. (ML-EP)

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