Rafforzare il Ssn implementando il Pnrr è l’obiettivo di dieci proposte elaborate da un gruppo di esperti che si sono confrontati in un webinar promosso il 28 maggio da Crea Sanità (Consorzio per la ricerca economica applicata in sanità) con il supporto di Aies (Associazione italiana di economia sanitaria).

Un gruppo di esperti ha formulato dieci proposte per rafforzare il Ssn, implementando il Piano nazionale di ripresa e resilienza: presentate in un seminario di Crea Sanità.

I ricercatori che hanno elaborato le proposte discusse nel seminario di Crea Sanità hanno competenze specifiche in economia, management e politiche sanitarie e appartengono a sei atenei italiani: Università Bocconi di Milano, Politecnico di Milano, Università Cattolica, Università di Torino, Università di Roma ‘’Tor Vergata’’ e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Insieme hanno studiato le strategie per sostenere il Servizio sanitario nazionale così duramente colpito dalla pandemia.

Il gruppo di lavoro ha individuato quindi dieci aree di intervento per rilanciare il Servizio sanitario nazionale utilizzando le risorse messe a disposizione dal Pnrr e sfruttando tre fattori strategici quali “ricerca e innovazione, trasformazione digitale e capacity building”.

Dieci aree di intervento per rafforzare il Ssn

Le dieci aree prioritarie di intervento identificate dal gruppo di ricerca sono:

  • Rafforzare e infrastrutturare la medicina generale
  • Potenziare la presa in carico delle cronicità
  • Razionalizzare la rete ambulatoriale territoriale
  • Garantire l’autosufficienza a domicilio in forma integrata con il sistema di welfare
  • Uniformare le dotazioni delle strutture intermedie tra Regioni
  • Pianificare e attuare un cambiamento di skill mix tra medici e professioni sanitarie
  • Riformare il sistema di sanità pubblica adottando un approccio “one health” alla salute
  • Promuovere la competenza clinica nella rete dei piccoli ospedali
  • Rinnovare le infrastrutture dei grandi ospedali cambiandone logistica e aumentandone flessibilità e sostenibilità
  • Modernizzare e rendere efficiente il parco tecnologico degli ospedali

I commenti degli studiosi

Federico Spandonaro (Università di Roma ‘’Tor Vergata’’): “Abbiamo elaborato delle proposte attuative sulla governance e sul riparto dei fondi del Pnrr sull’autonomia e i vincoli per le Regioni e le loro aziende, sullo sviluppo dei fattori abilitanti e sulla progettazione organizzativa e operativa delle diverse linee di intervento del Pnrr”.

• Francesco Longo (Università Bocconi): “Il Pnrr è un documento di alta visione e di allocazione di importanti risorse di investimento per il Ssn che devono garantire valore entro cinque anni. La partita attuativa è, quindi, appena iniziata e durerà cinque anni: un tempo breve in cui occorre definire la progettazione esecutiva per ogni misura, costruire pianificazioni regionali e attuare le politiche nelle singole aziende sanitarie locali”.

Giuseppe Costa (Università di Torino): “Gli interventi sul Ssn, oltre a migliorarne l’efficacia e l’efficienza, avranno un ruolo determinante nel diminuire le disuguaglianze di accesso al sistema salute. Il successo del Pnrr si misurerà anche sul suo impatto sociale e non solo economico”.

Americo Cicchetti (Università Cattolica): “Attraverso una programmazione mirata e un monitoraggio continuo e puntuale degli outcome dobbiamo essere in grado di realizzare l’indispensabile riforma sanitaria delineata dal Pnrr”.

Milena Vainieri (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa): “Nel percorso di attuazione del Pnrr sarà fondamentale il ruolo delle Regioni. Un piano di investimenti di tale portata richiede un rafforzamento delle competenze regionali in tutte le fasi di vita dei progetti, come, per esempio, prevede il Next Generation Eu per il supporto nel disegno e nell’implementazione delle riforme negli Stati membri”.

Cristina Masella (Politecnico di Milano): “Il successo non può considerarsi scontato, richiedendo grande coesione di intenti, da perseguirsi con un forte impegno finalizzato a creare convergenze e collaborazione istituzionale: il nostro lavoro mira proprio a facilitare un confronto continuo tra tutte le parti”.

I componenti del gruppo di lavoro

Eugenio Anessi Pessina (Università Cattolica), Amelia Compagni (Università Bocconi), Giuseppe Costa (Università di Torino), Americo Cicchetti (Università Cattolica), Giovanni Fattore (Università Bocconi), Francesco Longo (Università Bocconi), Cristina Masella (Politecnico di Milano), Sabina Nuti (Scuola Superiore Sant’Anna), Federico Spandonaro (Università di Roma ‘’Tor Vergata’’), Daniela D’Angela (Università di Roma ‘’Tor Vergata’’), Barbara Polistena (Università di Roma ‘’Tor Vergata’’), Milena Vainieri (Scuola Superiore Sant’Anna), Federico Vola (Scuola Superiore Sant’Anna), Michela Bobini (Università Bocconi), Francesca Meda (Università Bocconi), Claudio Buongiorno Sottoriva (Università Bocconi)