Qual è valore delle farmacie nello scenario post-covid? Certamente molto importante, visto il contributo costante e prezioso fornito in tante forme dalla farmacia durante tutto il periodo pandemico. Un convegno a Milano ha approfondito questi temi, ponendo in primo piano il profilo della farmacia dei servizi.

In un convegno a Milano focus sul valore delle farmacie nello scenario postpandemico: un ruolo crescente, sempre più vicino al cittadino e sempre più integrato nel Servizio sanitario nazionale.

Vaccinazioni, campagne di screening e prevenzione, telemedicina e aderenza terapeutica nei pazienti cronici sono le prestazioni che Federfarma Lombardia vuole sviluppare nella fase post-Covid, in convenzione con la Regione e nell’ambito di una rinnovata “Farmacia dei servizi”.

Se ne è parlato durante il convegno tenutosi ieri pomeriggio a Milano con il Gotha della Sanità lombarda, aperto dall’intervento del vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, che ha riconosciuto il ruolo essenziale svolto dal farmacista durante la pandemia, “un amico del cittadino e vero punto di riferimento”. “Da luogo di distribuzione del farmaco- ha precisato- la farmacia deve diventare luogo di assistenza e di prossimità della sanità regionale”.

Un invito subito raccolto da Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, che ha innanzitutto ricordato i dati di una recente indagine condotta da Cittadinanzattiva (poi presentata dal vicesegretario regionale Liberata Dell’Arciprete): il 91% dei lombardi ha apprezzato il servizio offerto dalle farmacie e l’84% auspica un ampliamento delle loro prestazioni. Percentuali che attestano chiaramente quale sia il valore delle farmacie dal punto di vista dei cittadini.

Annarosa Racca (Federfarma Lombardia): “Siamo l’hub del farmaco, pronti alle vaccinazioni, aperti alla telemedicina, alla presa in carico dei pazienti cronici e alle sfide che la Regione vorrà affidarci”. 

“Siamo l’hub del farmaco -ha detto Racca- Pronti alle vaccinazioni, aperti alla telemedicina, alla presa in carico dei pazienti cronici e alle sfide che la Regione vorrà affidarci”. Certo, già molto la farmacia può fare fin da subito.

“Non c’è bisogno d’inventare nulla -ha precisato Alberto Zoli, direttore generale di Areu- perché la farmacia è già una rete affidabile ed efficiente, che va però sfruttata appieno”.

Il territorio soffre, infatti, di mancata integrazione -secondo Sergio Dompé, chair Health&Life Sciences della Task force del B20- e per evitare una visione ospedalocentrica va ripensato il rapporto mmg/farmacia, integrando le professionalità sanitarie esistenti sul territorio, perché soltanto loro garantiscono la capillarità dei servizi.

Andrea Mandelli (Fofi): la farmacia dei servizi non abbisogna più di sperimentazioni, perché ormai sul territorio è una realtà consolidata. 

La prima tavola rotonda si è poi conclusa con l’intervento del presidente Fofi, onorevole Andrea Mandelli, che ha evidenziato come la “Farmacia dei servizi” non abbisogni più di sperimentazioni, perché ormai sul territorio è una realtà consolidata. Il suo è un invito a superare i tanti tabù che hanno ingessato la sanità, per “eliminare lacci e lacciuoli, perché bisogna stare dalla parte del cittadino e non della burocrazia”.

Una seconda tavola rotonda, con i responsabili della sanità regionale, dei medici e dei farmacisti, ha approfondito i ruoli che la farmacia potrà offrire, grazie anche alla revisione in corso della Legge regionale 23/2015, in modo da rafforzare il ruolo della farmacia dei servizi.

In particolare, il vicepresidente Simg, Ovidio Brignoli, ha auspicato una maggiore partnership tra medico e farmacista (“che nella quotidianità a livello locale è già attiva ed efficace”), mentre il vicepresidente di Federfarma Lombardia, Luigi Zocchi ha evidenziato le attività burocratiche che la farmacia già fa (nel 2018 su 1,4 milioni di moduli, ben 1,05 milioni sono stati compilati dai farmacisti, con un risparmio di 260mila ore per i servizi pubblici, “e nessuno ci ha detto grazie”), soffermandosi poi su quanto il farmacista può ancora fare in termini di aderenza terapeutica e telemedicina.

Giovanni Pavesi, direttore generale al Welfare, ha precisato come le vaccinazioni rappresentino un passaggio culturale storico, che non potrà essere dimenticato e che rappresenta “il riconoscimento della serietà dei farmacisti”, posizione peraltro ribadita da Emanuele Monti, presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali della Regione: “Ora non si può più tornare indietro. L’esperienza Covid è l’acceleratore che ci obbliga a declinare la Farmacia dei servizi nelle sue varie concrete realizzazioni.

“Noi ci siamo -ha concluso Annarosa Racca- lo abbiamo dimostrato alla Regione e continueremo a dimostrarlo”.

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