La telemedicina in farmacia riscuote sempre maggiore successo e riconoscimento: infatti, nel primo trimestre del 2021, risulta che i servizi offerti dalle farmacie Federfarma. tramite Promofarma, nell’ambito della prevenzione cardiovascolare hanno registrato il più alto numero di prestazioni rispetto allo stesso periodo dei cinque anni precedenti. Le cifre emerse mettono in luce l’importanza del ruolo della farmacia in questo campo: elevati i numeri delle prestazioni effettuate e significativo quello delle persone invitate a recarsi dal medico per approfondimenti diagnostici.

Telemedicina in farmacia: un ottimo inizio nel 2021, con un numero elevato e crescente di prestazioni erogate dalle farmacie Federfarma nell’ambito della prevenzione cardiovascolare.

Secondo i dati forniti da Htn – Health telematic network, nei primi tre mesi di quest’anno le Farmacie dei Servizi Federfarma dotate dei servizi di telemedicina Htn sono cresciute del 2% rispetto al trimestre precedente, arrivando a un totale di 5.461.

Nel primo trimestre 2021 sono state erogate oltre 41mila prestazioni diagnostiche di secondo livello, attraverso telerefertazione e teleconsulto: +11% rispetto allo stesso periodo del 2020.

In particolare, sono stati effettuati nel periodo considerato 18.490 elettrocardiogrammi (-18% rispetto al primo trimestre 2020), 12.804 monitoraggi holter cardiaci (+65% rispetto al primo trimestre 2020) e 9.781 monitoraggi della pressione arteriosa nelle 24 ore (+47% rispetto al primo trimestre 2020).

In seguito all’ecg o al monitoraggio Holter cardiaco eseguiti in farmacia, circa 3.400 persone sono state invitate a rivolgersi al proprio medico o alle strutture sanitarie per approfondimenti diagnostici.

Vediamo più da vicino i risultati relativi alla prestazione più frequente, l’elettrocardiogramma, che, pur facendo registrare un calo, è quella nettamente più richiesta ed effettuata.

Gli elettrocardiogrammi -spiega Htn- sono stati eseguiti per controlli in prevenzione primaria in soggetti a rischio (come diabetici, ipertesi, dislipidemici), controlli in prevenzione secondaria dopo eventi patologici, controlli di routine/screening per soggetti sani, per pratica sportiva, eccetera.

Dei 18.490 elettrocardiogrammi realizzati, 10.166 sono stati eseguiti per donne (età media circa 53 anni) e 8.324 per uomini (età media circa 50 anni).

I risultati della traccia elettrocardiografica hanno mostrato anomalie o alterazioni in circa il 15% dei casi e quindi 2.773 persone sono state invitate a contattare il proprio medico curante per approfondimenti diagnostici.

Le prestazioni che hanno registrato il maggiore incremento sono stati i monitoraggi Holter delle aritmie cardiache, con un +65%. Sono stati eseguiti per episodi di cardiopalmo/palpitazioni, identificazione di episodi di fibrillazione atriale parossistica, valutazione del mantenimento del ritmo sinusale dopo cardioversione della fibrillazione atriale, valutazione dell’efficacia della terapia antiaritmica, valutazione della funzione di pacemaker, sincopi o presincopi.

Sulla base dei dati riscontrati, 1.583 utenti (il 12,4%) sono stati invitati a contattare subito il medico curante per aritmie maggiori come fibrillazione atriale, aritmie ventricolari minacciose, blocchi atrio-ventricolari avanzati. In particolare, in 194 casi (l’1,5%) le anomalie sono state giudicate serie, con conseguente segnalazione di necessità di recarsi in pronto soccorso o urgentemente dallo specialista.

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