La digital transformation ha ricevuto una indubbia accelerazione con l’esplodere della pandemia da Coronavirus, che ha fatto soprattutto comprendere come il suo utilizzo non riguardi soltanto l’e.commerce, ma moltissimi altri impieghi.

La pandemia ha senza dubbio accelerato il processo di digital transformation, facendo capire che il fenomeno non interessa soltanto l’e-commerce, ma moltissimi altri campi, dalla sanità alla cybersecurity.

Bisogna considerare che molti dei processi di digital transformation erano già in atto, seppur latenti o d’impiego limitato (pensiamo per esempio alla cybersecurity), e che il loro sviluppo richiede ora l’apporto di molteplici competenze, che vanno professionalmente formate, possibilmente partendo dalle scuole.

C’è soprattutto un aspetto che lo sviluppo del processo di digitalizzazione sta evidenziando ed è la necessità di operare in rete, proprio perché la sinergia garantisce di poter sviluppare al meglio le competenze di ciascuno. E in questo la farmacia è avvantaggiata, perché già da tempo ha maturato attività sinergiche.

Ma, quando si parla di rete, bisogna necessariamente ampliare i propri orizzonti, perché una proficua attività sinergica impone la partnership del pubblico e del privato e, quindi, alla rete devono partecipare sia le imprese, sia le istituzioni, in modo che lo spirito collaborativo aiuti lo sviluppo della digital transformation.

È una grande sfida che impegna non soltanto sul piano culturale e della disponibilità, ma a breve anche sul piano economico, con imponenti investimenti, che peraltro ora il Piano nazionale di resistenza e resilienza (Pnrr) ha ben individuato.

Un processo dai tempi lunghi

Come si diceva, la pandemia Coronavirus ha fatto da acceleratore e i cambiamenti digitali stanno procedendo velocementei. Ma dobbiamo anche prevedere che il processo nel suo insieme avrà tempi lunghi, anche perché le molte attività nate in passato non avevano una cultura di base digitale e, quindi, non sarà ora semplice procedere nell’aggiornamento delle tecniche operative.

Occorre quindi ridisegnare i processi, adattare le strutture, istruire gli operatori, aggiornare le competenze: quindi, siamo di fronte a un iter che richiederà una lenta maturazione. Che però è ineludibile e impegna tutti i settori.

Anche la sanità dovrà aggiornarsi (pensiamo a certe pratiche burocratiche), ma la farmacia parte qui avvantaggiata, perché da tempo ha affrontato la logica dell’informatizzazione e ora il passo al digitale diventa assai più naturale. Ma non per questo più semplice e, quindi, bisogna essere consapevoli non soltanto di doverlo fare, e di come farlo al meglio, ma soprattutto della necessità di farlo in rete.

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