Il controllo dell’aderenza terapeutica delle persone con malattie croniche, tramite la presa in carico del paziente, si delinea come uno dei temi chiave della farmacia dei servizi. Infatti è in continua crescita (in Italia, ma non solo) il numero delle persone con patologie croniche e la farmacia è uno dei luoghi dove si recano con regolarità, solitamente dando la preferenza al proprio farmacista di fiducia.

Tra gli obiettivi della farmacia dei servizi vi è la presa in carico del paziente cronico, anche ai fini di verificare e migliorare l’aderenza terapeutica, che oggi non sempre risulta essere ottimale.

In questo scenario il professionista dietro il banco può dare un fondamentale contributo, con la sua competenza e capacità di consiglio, nella verifica dell’osservanza della terapia prescritta dal medico da parte del paziente. Interessante è quindi, per il farmacista, conoscere le caratteristiche della cronicità in Italia: quali sono le patologie più diffuse, chi sono i pazienti più colpiti. Vediamo allora che cosa ci dicono i più recenti dati disponibili.

I pazienti cronici in Italia: chi sono

In base ai dati Istat, i malati con almeno una malattia cronica -nel 2019, cioè prima della pandemia- erano 24,6 milioni (54,6% donne e 45,4% uomini) e, di questi, 10,8 milioni avevano 65 e più anni; inoltre, la metà aveva una licenza di scuola elementare o nessun titolo scolastico e solo un quarto possedeva un diploma o una laurea, mentre nel gruppo dei 45-64 anni rientravano 8,5 milioni di individui, il 40% con un diploma e il 14% con una laurea.

Se, invece, consideriamo gli italiani con almeno due malattie croniche, allora ci troviamo di fronte a 12,7 milioni di donne e di uomini, e dobbiamo considerare che sono 10 milioni le persone che superano i 55 anni, pari all’80%.

Si stima inoltre che, nei prossimi anni, del novero dei pazienti cronici entreranno sempre più a far parte persone non soltanto scolarizzate, ma con più attitudine all’accesso al digitale. Quindi, presumibilmente, più ricettive sia alle iniziative di prevenzione, screening ed educazione sanitaria proposte dalla farmacia sia nei riguardi della consulenza competente del professionista.

Le patologie più diffuse nella popolazione

Per capire quali saranno i nuovi servizi che la farmacia dovrà prepararsi a offrire e quali siano le principali problematiche relative all’aderenza terapeutica da affrontare, è opportuno esaminare le malattie che maggiormente colpiscono una popolazione peraltro destinata sempre più a invecchiare.

Prima tra tutte c’è l’ipertensione, che già ora colpisce 10,8 milioni di individui (con una leggera differenza tra le donne, 5,7 milioni, e gli uomini, 5,1 milioni), seguita da artrosi e artrite, con 9,6 milioni di pazienti, specialmente tra la popolazione femminile (6,4 milioni).

Non vanno poi sottovalutate le allergie, in costante incremento, e che colpiscono 3,1 milioni di maschi e 3,7 milioni di femmine, mentre l’osteoporosi si manifesta prevalentemente nelle donne (4,2 milioni di casi su un totale di 4,9 milioni di sofferenti).

A seguire abbiamo poi la bronchite cronica (3,6 milioni di persone), i disturbi nervosi (2,9 milioni), l’ulcera gastrica e duodenale (1,5 milioni), tutti disturbi più femminili che maschili, mentre le malattie cardiocircolatorie (2,5 milioni) colpiscono maggiormente gli uomini.

Non va poi dimenticato, naturalmente, in tema di patologie croniche, il diabete, patologia in crescita (in particolare nella forma di tipo 2) e spesso associata ad altre condizioni croniche (vedi, in proposito, qui, sul sito “tuttodiabete.it”). Oggi riguarda ufficialmente oltre tre milioni e mezzo di individui (a cui si dovrebbe aggiungere almeno un milione e mezzo di casi di diabete non diagnosticato, che rischia di manifestarsi quando già sono in corso serie complicanze (un tema, quello del diabete, sul quale la farmacia italiana si sta impegnando già da alcuni anni, come potete leggere anche sul nostro sito, per esempio qui).

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