Dopo la pandemia -si sente ripetere spesso- nulla sarà più come prima. Speriamo allora che possa essere, almeno in parte, meglio di prima. Questo è certamente ciò che tutti si augurano. Per vedere però più da vicino e più precisamente che cosa desiderano gli italiani per il prossimo futuro, in particolare per quanto riguarda la salute, i “Cantieri della sanità del futuro” (il progetto di studio di Censis e Janssen Italia) hanno deciso di sondarne i punti di vista. Ne risulta che la popolazione chiede al sistema salute soprattutto più efficienza, più umanità, più cooperazione.

I “Cantieri della sanità del futuro” rilevano che gli italiani, per il dopo pandemia, chiedono al sistema sanitario anzitutto più efficienza, più umanità, più cooperazione.

Non c’è dubbio che l’emergenza Coronavirus (dalla quale non siamo ancora del tutto usciti, ma che la campagna vaccinale sta progressivamente arginando) abbia messo in luce -oltre ad alcuni punti di forza- anche molti aspetti critici del sistema sanitario italiano.

La piattaforma “I Cantieri per la Sanità del Futuro”, di Censis e Janssen Italia si propone di studiare lo scenario generale e individuare le possibili strade di sviluppo e le aree specifiche su cui intervenire, confrontando e conciliando le esigenze e le posizioni di tutti, cittadini, operatori, rappresentanti istituzionali.

La nuova sanità dovrà essere in grado di sfruttare nel migliore dei modi i venti miliardi messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e deve quindi comprendere chiaramente dove e come utilizzarli.

Come la pensino e che cosa desiderino i cittadini è una delle cose importanti da sapere per comprendere come agire.

Vediamo allora più nei particolari quali sono le aspettative degli italiani per la fase che verrà dopo la pandemia, rilevate dai “Cantieri”: in sintesi, “più efficienza, più umanità, più spazio alla responsabilità dei cittadini e più collaborazione tra pubblico, privato, no profit e volontariato”.

Che cosa pensano e che cosa chiedono i cittadini al sistema salute

  • il 52% si attende di vedere più efficienza, cioè che si faccia di più e meglio su liste di attesa, strutture, servizi
  • il 33,2% più umanità, maggiore attenzione al malato come persona, più ascolto, dialogo, empatia
  • il 33% più responsabilizzazione dei cittadini, in primo luogo sul fatto che anche la sanità pubblica ha un costo, poi nell’assunzione di stili di vita adeguati, in relazione ai comportamenti da tenere nelle varie situazioni
  • il 30,8% più collaborazione tra i diversi soggetti della sanità, ovvero pubblico, privato, no profit, volontariato, cittadini eccetera
  • il 26% più equità, cioè che l’accesso alla sanità sia garantito in modo eguale al di là di residenza, ceto, sesso, età, nazionalità
  • oltre il 91% degli italiani si dice favorevole all’uso della telemedicina purché resti centrale il rapporto diretto medico-paziente
  • per quanto riguarda la sanità digitale, il cui sviluppo è stato accelerato dalla pandemia, i cittadini chiedono in grande maggioranza di poter prenotare prestazioni sanitarie direttamente da smartphone, pc, laptop (86,5%) e di avere accesso alla cartella sanitaria ovunque e in modo semplice (86,6%)
  • la fiducia che gli italiani ripongono negli operatori sanitari rimane comunque altissima, con un consenso quasi unanime: 96%

Massimiliano Valerii (Censis): “La sanità è la pietra angolare della società migliore che gli italiani si aspettano”.

Commenta Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis: “L’esperienza traumatica della pandemia ha dimostrato che la sanità è la pietra angolare della società migliore che gli italiani si aspettano. La transizione demografica del nostro Paese, con più anziani, più malati cronici e non autosufficienti nei prossimi decenni, ci obbliga a ripensare l’offerta sanitaria secondo sperimentazioni e servizi innovativi. Va compiuta una rivoluzione copernicana: va messo al centro il cittadino-paziente, non le strutture. E bisogna lavorare in una logica di ecosistema, pensando a un sistema sanitario non come un fortino chiuso, ma in grado di mobilitare soggetti, risorse e competenze diverse, pubbliche e private, per arrivare a soluzioni ottimali. Infine, c’è il nodo delle risorse. Gli ingenti investimenti previsti dal Pnrr non potranno essere una soluzione una tantum”.

Dei “Cantieri della sanità del futuro” abbiamo parlato sul nostro sito anche qui.