Ema ed Ecdc hanno pubblicato un documento (datato 14 luglio) nel quale aggiornano il quadro della diffusione della pandemia e della campagna di vaccinazione anti-Covid-19, mettendo ordine sullo stato delle conoscenze in materia e fornendo raccomandazioni per gli Stati membri della Ue  e per la popolazione.

Aggiornamento di Ema ed Ecdc su Covid-19: si ribadisce la necessità di completare i cicli vaccinali per avere la massima protezione contro il virus.

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) fanno il punto sullo stato dell’arte, anzitutto ribadendo che “la vaccinazione rimane una delle misure di protezione più efficaci contro Covid-19” e raccomandando il completamento dei cicli vaccinali.

Lo scenario attuale generale si presenta controverso: da un lato, gli effetti positivi dimostrati dai vaccini, dall’altro la riluttanza di parte della popolazione europea a vaccinarsi e l’incertezza creata dalla comparsa di varianti del virus più contagiose rispetto alla forma originaria.

Contrastare la variante Delta

Pertanto, Eme ed Ecdc “esortano i cittadini dell’Ue a vaccinarsi e a rispettare il numero raccomandato di dosi. Ciò risulta particolarmente importante alla luce della diffusione della variante Delta del Sars- CoV-2, della necessità di proteggere i cittadini, soprattutto quelli a rischio di Covid-19 severa, e della volontà di riaprire e allentare le restrizioni”.

Il documento pone dunque l’accento sulla variante Delta, che “desta preoccupazione perché si sta diffondendo con rapidità in Europa e può ostacolare seriamente gli sforzi compiuti per controllare la pandemia. Le evidenze indicano che la sua trasmissibilità è superiore del 40-60% rispetto a quella della precedente variante Alfa”. Inoltre, la variante Delta può essere “associata a un rischio più elevato di ricovero in ospedale”.

Le stime dell’Ecdc dicono che “entro la fine di agosto la variante Delta rappresenterà il 90% di tutti i virus Sars- CoV-2 in circolazione nell’Ue. Per tale motivo è fondamentale che i Paesi accelerino i programmi vaccinali, compresa la somministrazione delle seconde dosi, ove raccomandato”.

Con i vaccini a due dosi, per una protezione adeguata sono necessarie entrambe le somministrazioni

I due organismi europei insistono sull’importanza di rispettare il ciclo di vaccinazione raccomandato, contrastando la tesi che una sola dose possa bastare nei casi in cui ne sono prescritte due. Secondo Ema ed Ecdc, “evidenze preliminari suggeriscono che sono necessarie entrambe le dosi di un vaccino anti-Covid-19 a 2 dosi per fornire una protezione adeguata contro la variante Delta”.

Vaccinare anziani, fragili e operatori sanitari

Il documento ricorda che il rischio di contrarre la forma grave della malattia e il rischio di mortalità provocata da Covid-19 sono maggiori negli anziani e nelle persone in condizioni di fragilità, ma, secondo il Vaccine Tracker dell’Ecdc, “vi sono ancora 10 Paesi dell’Ue/See in cui almeno il 30% delle persone di età superiore a 80 anni non ha ancora completato il ciclo di vaccinazione raccomandato”.

Problema connesso è quello delle vaccinazioni degli operatori sanitari, non ancora tutti vaccinati in Europa. Ema e Ecdc, quiindi, “incoraggiano gli operatori sanitari e assistenziali ad accettare quanto prima la somministrazione del vaccino, in modo da proteggere sé stessi, le loro famiglie e coloro con cui lavorano e a cui prestano assistenza”.

La vaccinazione eterologa

Il documento affronta anche la questione dell’uso di un vaccino diverso per la seconda dose, decisa “in oltre la metà degli Stati membri”, quella che viene chiamata “vaccinazione eterologa”.

“Esistono validi motivi scientifici -si legge nel testo- per attendersi che questa strategia sia sicura ed efficace se applicata alla vaccinazione contro Covid-19. L’uso di una strategia di vaccinazione eterologa può consentire una protezione più rapida dei cittadini e un uso migliore delle scorte di vaccini disponibili”.

D’altromde, “attualmente, l’Ema e l’Ecdc non sono in grado di formulare raccomandazioni definitive sull’uso di vaccini anti-Covid-19 diversi per le due dosi. Ciononostante, i risultati preliminari di studi condotti in Spagna, Germania e Regno Unito suggeriscono una risposta immunitaria soddisfacente e non evidenziano problemi di sicurezza”.

Incertezza sulla necessità di una ulteriore dose di richiamo

Invece, è ancora troppo presto per sapere se “sarà necessaria una dose di richiamo dopo il completamento del ciclo di vaccinazione raccomandato”.

Infatti, “i dati provenienti dalle campagne vaccinali e dagli studi in corso non sono ancora sufficienti per capire quanto durerà la protezione fornita dai vaccini, anche in considerazione della diffusione delle varianti”.

Mascherine e distanziamento ancora fondamentali

In una situazione quindi ancora fluida, le misure fondamentali di protezione -mascherina e distanziamento sociale- “dovranno essere mantenute a un livello tale da permettere di contenere la trasmissione tra le persone della variante Delta, fino a quando una percentuale più elevata di cittadini non sarà completamente vaccinata, in modo da evitare la recrudescenza dei casi con un possibile aumento di ricoveri e decessi”.

Per maggiori informazioni, consultare il sito web dell’Aifa, che riporta il testo completo del documento qui sintetizzato e i siti del Centro europeo di prevenzione e dell’Ema qui e qui.