Come comportarsi in caso di farmaci mancanti? L’Agenzia italiana del farmaco , in collaborazione con Federfarma e con le altre associazioni di categoria, ha approntato una guida per le farmacie. Si tratta di alcune indicazioni sintetiche che permettono al farmacista di dare al paziente informazioni utili quando il farmaco richiesto non è disponibile. Ne dà notizia Federfarma con la propria Circolare 418/2021.

Aifa, in collaborazione con Federfarma e le altre associazioni di categoria, ha messo a punto una guida per fornire alle farmacie informazioni utili a supportare i pazienti, nel caso di farmaci mancanti.

Una importante distinzione -su cui la circolare richiama l’attenzione- è quella tra medicinali carenti e indisponibili: non si tratta di una stessa condizione. Vediamo perché.

• Farmaci carenti: si intendono quei medicinali che non sono reperibili sull’intero territorio nazionale, in quanto il titolare dell’Aic non può temporaneamente assicurare una fornitura continua e appropriata (per esempio, a causa di problemi produttivi o di incrementi imprevisti delle richieste di un determinato farmaco).

• Farmaci indisponibili: sono farmaci regolarmente prodotti dal titolare dell’Aic per i quali le difficoltà di reperimento sono correlate a disfunzioni della filiera distributiva.

Nel caso di farmaci mancanti, per cui sia necessario dare supporto a un paziente, il farmacista deve regolarsi nei modi qui sintetizzati.

Se il medicinale mancante è nell’Elenco Aifa dei farmaci carenti

1. Verificare la presenza del medicinale mancante nell’Elenco dei medicinali carenti pubblicato e periodicamente aggiornato sul portale dell’Aifa. Qualora il medicinale mancante fosse presente nell’Elenco, è necessario indirizzare i pazienti in base alle informazioni e ai suggerimenti presenti nella lista Aifa.

Per il trattamento alternativo si consiglia di rivolgersi allo specialista o al mmg: in questo caso, il mmg o lo specialista possono valutare il ricorso a medicinali equivalenti o ad alternative terapeutiche, per garantire la continuità terapeutica al paziente. Nel caso di situazioni specifiche e motivate, in cui il medico specialista o il mmg ritengano, comunque, necessaria l’importazione del medicinale carente, è possibile attivare la procedura di importazione; in questi casi, se il medico o il paziente necessitassero di chiarimenti o informazioni, possono contattare l’Ufficio Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico (farmacicarenti@aifa.gov.it).

Per quanto riguarda l’importazione dall’estero di medicinali analoghi a quello mancante, si rimanda per i dettagli alla Circolare 418/2021 (sul sito di Federfarma), che riepiloga le procedure previste per l’autorizzazione da parte dell’Aifa.

Federfarma, in ogni caso, fa presente che “le confezioni importate, seppur destinate alla terapia domiciliare, non potranno essere dispensate dalle farmacie convenzionate, ma esclusivamente da Asl e/o strutture competenti per territorio, salvo indicazioni specifiche della Regione di competenza, che decidesse di attivare, nel caso delle confezioni importate dal titolare, una modalità di distribuzione per conto (Dpc)”.

Pertanto, “il paziente dovrebbe individuare, facendo riferimento alla propria Asl/Ats, la struttura competente per territorio incaricata di svolgere l’attività di distribuzione dei medicinali importati per carenza”.

Se il farmaco mancante non è nell’elenco

Qualora, invece, il medicinale “mancante” non risulti presente nell’elenco dei medicinali carenti pubblicato da Aifa, il farmacista dovrà provvedere a contattare almeno tre grossisti, tra quelli a disposizione nel suo territorio, per verificare la reale indisponibilità del medicinale.

Una volta confermato che il medicinale risulta indisponibile, per molti farmaci è possibile utilizzare i contatti messi a disposizione dai titolari di Aic per le richieste in emergenza, attivando la procedura di fornitura diretta (si veda, in proposito, l’allegato alla Circolare 418). Qualora il titolare non desse seguito all’ordine diretto, si prega di inviare una segnalazione a farmacicarenti@aifa.gov.it, preferibilmente documentando la mancata fornitura, per permettere le azioni di verifica e intervento da parte di Aifa.