Sembra che dobbiamo rassegnarci alla quotidiana convivenza con Covid-19. Eppure, non possiamo negarlo: eravamo in molti a ritenere che a partire dal 2021 saremmo usciti dall’incubo pandemia e, seppur a piccoli passi, saremmo ritornati alla vita normale, senza più paura dei contagi e senza più ricorrere alle mascherine.

Lo sviluppo delle varianti del virus ci ha messi di fronte a una spiacevole realtà: la nostra forzata convivenza con Covid-19 si prolungherà ancora e non sappiamo fino a quando.

La variante Delta, però, ci ha riportati indietro e ci ha ripiombati nella quarta ondata del virus, facendoci capire che i vaccini da soli non bastano a fermare la sua virulenta capacità di trasmissione. Con il Sars-CoV-2 in versione originale, infatti, l’indice Ro di trasmissione era da 2 a 3 casi, mentre ora, con la variante Delta, l’indice è salito  a  “da 5 a 9”, tante sono le persone alle quali un contagiato mediamente trasmette il Covid-19. Così ora riapriamo le scuole e torniamo al lavoro sempre con tanta paura e incertezza.

I dati disponibili ci danno una certezza: i vaccini anti-Covid funzionano e riducono contagi e ricoveri. Ma rimangono necessarie tutte le altre misure precauzionali di protezione.

Una verità c’è, e non bastano i chiassosi no-vax per nasconderla: i vaccini funzionano e riescono a tamponare anche le nuove varianti. Chi, infatti, ha completato il ciclo vaccinale è coperto anche dalla variante Delta per l’88% e le ultime statistiche ci dimostrano che i contagi, tra i vaccinati, si limitano a un tasso tra 0.01 e 0,29%.

Inoltre, la vaccinazione completa previene il ricovero ospedaliero nel 96% dei casi, come peraltro dimostra il fatto che il 95% dei ricoveri per Covid riguardano persone non vaccinate. Quindi, i vaccini funzionano e in maniera egregia.

Ma prima di poter dire che la pandemia è finita ce ne vuole, anche perché chi è vaccinato può sempre prendere il virus, così come lo può anche trasmettere, seppure in misura più ridotta.

Il vaccino rimane il modo migliore per proteggersi, anche se non è l’unica arma. Mascherine, distanziamento sociale, lavaggio costante delle mani sono ancora regole valide e necessarie, e lo saranno ancora per molto. Anche perché rimarrà alto il rischio di dover affrontare nuove varianti ancor più pericolose, almeno finché il Covid-19 continuerà a diffondersi.

Cambia la tipologia dei malati: attenzione ai più giovani

Bisogna anche considerare che è cambiata la tipologia dei malati. Nelle prime tre ondate, i più colpiti da Covid-19 erano gli anziani, che però ora risultano in maggioranza vaccinati e quindi protetti, perché immunizzati con le due dosi, mentre aumentano vorticosamente i casi di Covid pediatrico.

Ora l’apertura delle scuole impone dunque di adottare adeguate protezioni, innanzitutto creando uno scudo con docenti vaccinati, mascherine, costante ventilazione e test regolari. Bisogna evitare gli errori dell’anno scorso e cercare di portare o i vaccinati almeno al 90% del totale della popolazione per avvicinarci al traguardo dell’immunità di gregge. Obiettivo non facile, se si considera che soltanto il 16% della popolazione mondiale è vaccinata con le due dosi e anche perché non è semplice raggiungere i non vaccinati, che non sono tutti no-vax convinti, ma spesso si tratta di persone emarginate, povere, difficili da raggiungere ovvero poco informate e bisognose di rassicurazioni razionali contro i loro dubbi e timori.

Estirpare completamente Covid-19: un’utopia?

Il sogno di estirpare completamente Covid-19 si sta così rivelando un’utopia. Ne usciremo soltanto quando il virus sarà diventato endemico, così come è sempre avvenuto per tutte le pandemie, e come testimoniano i suoi quattro parenti prossimi, i coronavirus che oggi provocano comuni raffreddori.

Nessun esperto si esprime sui tempi di questo auspicato traguardo, ma si spera che, con l’attuale diffusione e in mancanza di ulteriori varianti, questo possa raggiungersi entro il 2022.

Nel frattempo, non rimane che restare all’erta, promuovere test sistematici, tracciare i focolai, studiare algoritmi che permettano di seguirne l’evoluzione, magari ricorrere a interventi forti, come la vaccinazione obbligatoria. La speranza è di riuscire a gestire la nostra convivenza con Covid-19, controllandone il cammino, così come si fa con il tempo: prevedere se è il caso di uscire con la mascherina, così come si fa con l’ombrello.

Sui comportamenti e lo stato d’animo degli italiani di fornte alla pandemia, potete leggere, sul nostro sito, qui.