Alfasigma ha inaugurato a Pomezia il “Labio 4.0 Marino Golinelli”, un nuovo centro polivalente di ricerca e sviluppo che prende il nome dal fondatore dell’azienda.

È stato inaugurato a Pomezia il Labio 4.0 Marino Golinelli, nuovo centro polivalente di Ricerca & Sviluppo di Alfasigma, intitolato al fondatore.

“II centro di ricerca e sviluppo di Pomezia, Labio 4.0, è stato intestato al nostro fondatore, Marino Golinelli -dice l’ingegner Stefano Golinelli, presidente di Alfasigma– perché ci ha insegnato e ci insegna ancora oggi, a oltre 100 anni, ad avere fiducia nel futuro e nell’innovazione”.

Il centro laziale ha richiesto un investimento di oltre 17 milioni di euro per laboratori di tecnologia farmaceutica e chimica analitica, distribuiti su 5600 metri quadrati. In particolare, sono presenti i laboratori di sviluppo di formulazioni innovative, i laboratori di chimica analitica e il nuovo Impianto Pilota, a cui si aggiungeranno i laboratori di biotecnologie e nanotecnologie.

Alfasigma tiene a sottolineare la peculiarità dell’Impianto pilota del centro Labio 4.0: è infatti “in grado di calibrare produzioni di lotti clinici-sperimentali per nuove specialità in forma orale (granulati, compresse rivestite e no, capsule, cronoidi/minitabs), operando su una scala intermedia tra il Kilolab (la dimensione del laboratorio di sviluppo tecnologico) e la produzione semi-industriale”. Ciò consente di “accelerare gli step intermedi tra la fase ideativa e quella realizzativa”, con l’obiettivo di ottimizzare i processi.

Nel settore Ricerca e sviluppo di Alfasigma la maggioranza è femminile: 86 ricercatrici e 52 ricercatori.

Il dipartimento di Ricerca e Sviluppo dell’azienda impiega 138 ricercatori, di cui la maggioranza sono donne (86 ricercatrici e 52 ricercatori). Labio 4.0 ospita circa la metà di questi, distribuiti nei centri R&D di Pomezia e Bologna.

Commenta il direttore della Ricerca e Sviluppo di Alfasigma, Emilio Merlo Pich: “Alfasigma ha recentemente iniziato l’aggiornamento della pipeline di ricerca per nuovi prodotti, sia massimizzando il know-how interno nell’area gastroenterologica sia privilegiando partnership selezionate per gli aspetti innovativi e di frontiera”.

“Per esempio -spiega Merlo Pich- abbiamo in sviluppo alcuni progetti indirizzati al microbiota intestinale, un’area in cui Alfasigma è già presente con la Rifaximina, e altri progetti innovativi basati sull’uso di prodotti biotech e nanotecnologici, con un forte interesse nell’area delle malattie rare gastroenteriche e neurologiche. Tali attività sono supportate da piattaforme di ricerca esternalizzate, come per esempio il Microbioma Lab, recentemente creato da Alfasigma con l’Humanitas di Milano, o la start-up Novavido, realizzata con l’Istituto Italiano di Tecnologia”.