La nutraceutica ha superato bene la prova Covid-19. FedersSalus, l’associazione che rappresenta 240 aziende (il 60% del fatturato di settore), ha fornito un fotografia di come il comparto abbia resistito alla pandemia e si stia preparando ad affrontare ora il periodo post Covid-19.

Il comparto della nutraceutica ha superato la fase della pandemia e ora si prepara ad affrontare il post Covid con buone prospettive.

Va precisato che durante il 2020 si è registrata una frenata, che però non ha bloccato un trend di crescita ormai costante da molti anni, e che dal 2014 segna un andamento assai positivo, con un incremento medio annuo dell’8,2%. Tant’è vero che il fatturato globale del comparto è passato dai 2.358 milioni del 2014 ai 3,790 miliardi del 2020, posizionandosi così al secondo posto dopo i farmaci etici e prima dei medicinali di automedicazione.

In Europa i principali consumatori di prodotti della nutraceutica sono gli italiani, seguiti a distanza dai tedeschi.

Gli italiani si confermano i principali consumatori di nutraceutici d’Europa, assicurandosi una fetta pari al 29% di una torta che vale 13,2 miliardi di euro, seguiti a distanza dai tedeschi, che consumano il 19% del totale mercato, dai francesi con il 9% e dagli spagnoli (6%).

Interessante anche notare che è la farmacia il principale canale di vendita degli integratori alimentari, con una quota pari al 79% del totale mercato, mentre un 8% va sia alle parafarmacie, sia ai corner della grande distribuzione, e un ultimo 5% all’e-commerce di farmacie e parafarmacie.

Si prevede un ritorno alla crescita in doppia cifra dal 2022 dopo la frenata causata dall’emergenza Coronavirus.

Dopo la frenata registrata in piena pandemia (sono andati bene soprattutto i prodotti legati alle difese immunitarie, come le vitamine D e C) e la ripresa confermata nel 2021, gli esperti prevedono ora un ritorno alla crescita a doppia cifra a partire dal 2022 e questo grazie al consenso che i nutraceutici registrano non soltanto tra i consumatori, ma anche tra gli operatori sanitari, medici e farmacisti.

Che le previsioni favorevoli siano fondate lo dimostrano sia il positivo trend in Borsa delle aziende produttrici di integratori, sbarcate recentemente in Piazza Affari a Milano, sia l’interesse che i fondi di private equity manifestano nei riguardi della nutraceutica. Ultimo esempio l’acquisto, fatto da White Bridge Investiments, di Named e Phyto Garda, dopo aver preso Specchiasol, proprio con l’obiettivo di creare un polo importante nel comparto.

Il business dei prodotti al naturale, quindi, continua a garantire buoni affari a produttori e farmacie.

Nutraceutica: rapporto FederSalus

Argomenti correlati li abbiamo trattati qui.