Lo shopping degli italiani post pandemia è cambiato. Anche se il Coronavirus oggi fa meno paura, grazie soprattutto all’alto tasso di vaccinazioni, non è facile per gli italiani ritornare alle vecchie abitudini e dimenticare le devastazioni causate dalla pandemia. Il diverso comportamento di chi fa shopping -quanto compera e dove compera- ce ne dà una conferma: il fenomeno è stato ben fotografato da una recente indagine dell’”Osservatorio Non Food 2021 di GS1 Italy“.

In una inchiesta dell’Osservatorio Non Food 2021 di GS1 Italy si vede come è cambiato lo shopping degli italiani dopo il Coronavirus.

Sei italiani su dieci (44%) si dichiarano abbastanza preoccupati per la situazione economica e così riducono o annullano gli acquisti ritenuti superflui. Di questi, tra il 30% e il 40% dichiara di cercare punti vendita ritenuti più sicuri per la propria salute, oppure di ricorrere a internet per evitare assembramenti, cercando anche prezzi scontati.

Al contrario, c’è poi un 37% che afferma di non essere preoccupato e di voler ritornare alle vecchie abitudini, e di questi, un 15% dice di voler addirittura aumentare lo shopping, in particolare nell’area del “fai da te”. Il restante 19%, infine, continua a essere in stato di allarme e, in un caso su tre, dichiara di voler rinviare gli acquisti al 2022.

La scelta dei canali di acquisto

Le conseguenze dell’emergenza sanitaria, quindi, continuano a farsi sentire, al punto da influenzare il consumatore nella scelta dei canali d’acquisto, seppur in modo ridotto rispetto a un anno fa. Allora il 50% degli intervistati aveva dichiarato di voler cambiare negozio dove fare la spesa, mentre oggi la percentuale di chi intende farlo nei prossimi mesi è scesa al 30-40%, con punte più alte negli elettrodomestici e nei negozi di telefonia/informatica e valori più bassi nei sanitari e negli ottici.

Comunque sia, la ricerca di store fisici più sicuri per la salute varia dal 18% al 28%, a seconda dei settori, e questo è un dato da tener ben presente, visto che le farmacie sono istituzionalmente considerate “luogo di salute”.

Ben diversa la frequentazione dei centri commerciali nella nuova attitudine allo shopping degli italiani: il 40% degli abituali frequentatori dichiara di volerne ridurre la frequenza, anche se il 54% afferma che non intende cambiare le proprie abitudini e un 6% di volerli frequentare più spesso. In generale, rispetto ai centri commerciali, il 33% degli intervistati afferma di preferire i luoghi all’aperto, il 33% teme di dover fare le file e il 27% ha dubbi sulla sicurezza sanitaria garantita.

L’e-commerce cresce, ma il negozio fisico resiste

E che cosa registra l’indagine, infine, sul piano degli acquisti non food online? Il 40-50% del campione intende aumentare lo shopping via internet, soprattutto nei settori ormai appannaggio dell’e-commerce (libri, giocattoli, tecnologia, attrezzature sportive). Quindi, la post-pandemia non vedrà un rallentamento di questa tendenza accentuata dal Covid-19, anche se un 33% degli intervistati dichiara una propensione a tornare ai negozi fisici, soprattutto per poter dialogare con gli esperti. E i consigli del farmacista continueranno così a essere ricercati.

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