La telefarmacia è una risorsa preziosa per l’assistenza alle persone con diabete. Lo dimostra un articolo apparso lo scorso 14 settembre sul Journal of Multidisciplinary Healthcare, nel quale è stato approfondito l’impatto delle prestazioni di telemedicina durante Covid-19 sui pazienti affetti da diabete mellito.

Un articolo del “Journal of Multidisciplinary Healthcare” valuta l’importanza della telefarmacia nell’assistenza alle persone diabetiche: consente di sostenere il paziente nell’utilizzo dei farmaci quando il farmacista non sia fisicamente presente.

L’uso della tecnologia ha permesso ai farmacisti di fornire servizi clinici ai pazienti diabetici mantenendo la distanza e riducendo al minimo gli incontri. Questi pazienti sono tra quelli più colpiti dalla pandemia, in quanto bisognosi di assistenza regolare per il monitoraggio e per la gestione dei farmaci e dell’aderenza alla terapia.

L’impiego della tecnologia dell’informazione nella pratica farmaceutica non è un concetto nuovo. La telefarmacia si riferisce all’assistenza farmaceutica fornita a distanza e generalmente coinvolge servizi come la revisione dei farmaci soggetti a prescrizione, servizi di informazione sui farmaci e consulenza al paziente.

La telefarmacia consente di sostenere il paziente nell’utilizzo dei farmaci quando il farmacista non sia fisicamente presente. Nell’articolo citato gli autori discutono e valutano l’impatto degli interventi delle farmacie attraverso la telefarmacia sulla cura di tali pazienti e le prospettive future per l’uso durante la pandemia.

La ricerca include 67 articoli scientifici pubblicati in Asia, Africa, Europa e America nel periodo 2011-2021, di cui solo 14 erano adatti alla revisione in quanto trattavano l’uso della telefarmacia per i pazienti diabetici. L’articolo classifica i risultati degli studi in due categorie: risultati clinici e aderenza al trattamento.

Necessario il coordinamento tra tutti gli operatori sanitari

La telefarmacia è sì stata efficace nel fornire assistenza ai pazienti diabetici soprattutto durante la pandemia; tuttavia, devono essere considerati diversi fattori.  In primo luogo, ci deve essere una buona regolamentazione e un buon livello di coordinamento tra tutti gli operatori sanitari e le parti coinvolte.  In secondo luogo, è importante categorizzare i pazienti in base al loro stato di salute: mentre le condizioni di alcuni pazienti ad alto rischio possono peggiorare e richiedere un intervento diretto immediato, per altri pazienti, come per esempio quelli a cui viene prescritto un nuovo farmaco che richiede una formazione speciale (per esempio, iniezioni di insulina), può essere necessaria un’attività di assistenza per garantire un uso sicuro e corretto del farmaco.

Tecnologie informatiche per l’assistenza ai pazienti

I risultati dello studio evidenziano come siano state utilizzate diverse tecnologie di telefarmacia per fornire interventi ai pazienti. Tra queste, il telefono (in 11 articoli) è risultato il mezzo di comunicazione più usato, seguito dai messaggi elettronici (2), programmi basati sul web (1) e speciali dispositivi elettronici (2). Questo perché il telefono è ancora considerato un modello di comunicazione efficace ed è comunemente usato in modo accessibile a quasi tutti.

Gli interventi considerati dallo studio includevano consulenza (in 8 casi), monitoraggio dei parametri clinici (4), monitoraggio dell’uso di farmaci (6), educazione del paziente (3) e gestione virtuale da parte di un team multidisciplinare guidato da farmacisti (2). Tutti gli studi si sono concentrati su pazienti adulti.

In generale, la maggior parte degli interventi ha avuto un impatto positivo. Solo tre studi, finalizzati a migliorare l’aderenza dei pazienti alla terapia, non hanno dato risultati significativi a causa della mancanza di contatti frequenti con i pazienti.

In condizioni pre-pandemiche, i pazienti diabetici ad alto rischio richiedevano visite ogni 1-2 settimane, mentre, con l’uso delle cliniche virtuali, la frequenza delle visite è notevolmente diminuita: nel 64% dei pazienti sono state necessarie solo una o due visite durante i 4 mesi dello studio.

L’uso della telefarmacia durante la pandemia Covid-19, soprattutto per i pazienti diabetici, ha avuto un buon impatto: è in grado di migliorare i risultati clinici e l’aderenza alla terapia.

Questi dati hanno dimostrato che l’uso della telefarmacia durante la pandemia Covid-19, soprattutto per i pazienti diabetici, ha un buon impatto, è in grado di migliorare i risultati clinici e l’aderenza alla terapia, e può ridurre le visite dei pazienti agli ospedali o alle strutture sanitarie.

Tuttavia, gli studi futuri dovrebbero concentrarsi sui modi per migliorare l’esperienza della telefarmacia per i pazienti e per massimizzarne l’uso su vasta scala, con la progettazione di dispositivi e tecnologie che rendano più facile per i farmacisti e i pazienti diabetici fornire e ricevere servizi farmaceutici clinici.  (EP)

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