I pazienti anziani, solitamente persone con malattie croniche, in gran parte non rispettano scrupolosamente le prescrizioni del medico e dimostano una insufficiente aderenza terapeutica, che compromette le loro condizioni d salute e fa salire i costi per il sistema sanitario. Lo dicono sia i dati dell’OsMed, lOsservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali, sia una recente ricerca condotta per Senior Italia Federanziani.

Un’alta percentuale di pazienti anziani con malattie croniche, sopra il 40%, non segue con rigore le prescrizioni del medico e mostra una inadeguata aderenza terapeutica, con conseguenze negative sia per la loro salute sia per i conti del Ssn.

Secondo l’OsMed, infatti, in Italia 4 anziani su 10 non assumono regolarmente i farmaci loro prescritti. E altrettanto risulta dalla recente ricerca, condotta su un campione di 1.230 individui over 60 anni, per Senior Italia Federanziani (età media degli intervistati 71,1 anni): il 44% non assume regolarmente i farmaci secondo le prescrizioni del medico (fonte: Senior Italia Federanziani – LifeSense-Daiichi-Sankyo).

Sono dati significativi, specialmente se si pensa che oggi gli anziani -cioè le persone sopra i 65 anni- sono poco meno di un quarto degli italiani (23,4%), e fra 30 anni saranno un terzo circa (33,7%). Molti di loro sono in buona salute e sembrano più giovani della loro età, ma tanti sono affetti da patologie croniche spesso molto serie.

Le cause del problema

Perché questa lacuna nell’aderenza teraèeutica dei pazienti anziani? Secondo l’indagine di Federanziani,  le cause sono diverse e dipendono da vari fattori. Vediamoli.

  • Due terzi degli intervistati ricordano che è stata spiegata loro l’importanza dell’assunzione del farmaco (69,1%), ma il 13,2% afferma di non aver avuto alcuna spiegazione e il resto ricorda che ogni tanto qualcuno lo fa (17,7%).
  • La maggior parte assume il farmaco da solo (86,8%), il restante 13% attraverso i familiari.
  • Per problemi di salute ci si rivolge in prevalenza al medico di famiglia (88%), ma anche allo specialista (49,8%), mentre soltanto il 9,1% ricorda di aver consultato il farmacista.
  • Nella maggioranza dei casi (81,3%) le terapie dello specialista vengono verificate con il proprio medico di famiglia, che generalmente (93,7%) non le cambia.

Le possibili soluzioni

Che cosa allora si può e si deve fare, per migliorare l’assunzione dei farmaci? Interessante analizzare le risposte degli intervistati.

  • Molti (49,8%) chiedono un aiuto pratico: “Una persona o un oggetto che mi ricordi di assumere la terapia”.
  • Il resto chiede specifici interventi da parte del medico, che riguardano il farmaco e la cura: “Uno schema semplice, con poche assunzioni durante il giorno” (21%); “Una spiegazione precisa dei rischi della sua interruzione” (18%). “Una spiegazione più precisa dei benefici della cura” (11%).

Progetti di aderenza terapeutica in farmacia

Il problema richiede quindi di essere meglio e più prontamente affrontato, per la gravità degli effetti che provoca. Certamente anche la farmacia può dare un suo importante contributo all’aderenza terapeutica nei pazienti anziani, fornendo loro consulenza e informazioni, grazie anche alla continuità di relazione che ha con il cittadino. Si potrebbero, per esempio, elaborare in farmacia progetti  di “aderenza terapeutica”, su cui fondare nuovi servizi, da sviluppare in sintonia con i medici di base.

Un approfondimento su questi argomenti lo potete leggere in un ampio articolo di Barbaba Grigis sul numero 8 di Farmamese, appena pubblicato. Un articolo recente su temi correlati lo trovate sul nostro sito qui.