Sui farmaci veterinari è opportuno distinguere chi prescrive, il veterinario, da chi dispensa, il farmacista: è questo l’orientamento delle commissioni parlamentari e del Governo, che stanno esaminando il Disegno di legge in materia.

Distinguere il ruolo di chi prescrive i farmaci veterinari da quello di chi li dispensa: questo è l’indirizzo indicato dalle commissioni parlamentari e dal Governo nella discussione sul Ddl che deve disciplinare la materia.

La XIV Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera ha avviato l’esame in sede referente del Disegno di legge di delegazione europea 2021, presentato dal Governo per dare attuazione a norme comunitarie. L’articolo 11 del Ddl dispone criteri e princìpi di delega per l’adozione dei decreti attuativi del Regolamento (Ue) 2019/6, in materia di medicinali veterinari.

Commissione Igiene e sanità del Senato: “espungere la previsione della vendita diretta dei farmaci da parte del veterinario, occorrendo tenere ferma una netta distinzione di ruoli fra chi prescrive e chi vende il prodotto farmaceutico”.

Nella relazione introduttiva del Ddl il Governo sottolinea di volersi attenere agli indirizzi indicati, nella fase di formazione del Regolamento europeo, dalla 12a Commissione Igiene e sanità del Senato. La Commissione aveva richiamato, tra l’altro, “la necessità di espungere la previsione della vendita diretta dei farmaci da parte del veterinario, occorrendo tenere ferma una netta distinzione di ruoli fra chi prescrive e chi vende il prodotto farmaceutico”, sottolineando che “è al contempo necessario stabilire il diritto-dovere del veterinario di detenere la necessaria scorta di medicinali”.

Commissione Affari sociali della Camera: “Resta ferma la possibilità, da parte dei veterinari, di effettuare la cessione del farmaco per inizio terapia, che costituisce una modalità differente dalla vendita diretta di un medicinale veterinario, restando quest’ultima riservata alle farmacie”.

Sulla stessa linea si colloca il parere ora approvato sul Ddl dalla XII Commissione Affari sociali della Camera, che, nel ribadire i principi sottolineati dall’omologa Commissione del Senato, evidenzia l’opportunità di chiarire che, al fine di tutelare la salute e il benessere degli animali, resta ferma la possibilità, da parte dei veterinari, di effettuare la cessione del farmaco per inizio terapia, che costituisce una modalità differente dalla vendita diretta di un medicinale veterinario, restando quest’ultima riservata alle farmacie.

Il parere della Fofi, in sintonia con Federfarma: necessario recepire le indicazioni della Commissione Igiene e sanità del Senato.

Sull’argomento, la XIV Commissione della Camera ha ascoltato sia la Federazione degli Ordini dei farmacisti sia quella degli Ordini dei veterinari (Fnovi). La Fofi, rappresentata dal vicepresidente, Luigi D’Ambrosio Lettieri, ha ribadito, pienamente in sintonia con Federfarma, la necessità di recepire le indicazioni della Commissione Igiene e sanità del Senato, chiarendo che il veterinario può consegnare, al momento della visita, sia nel caso di animali da affezione sia di quelli da reddito, solo le confezioni da lui già utilizzate per avviare la terapia, precisando che tale è anche la funzione del cosiddetto “armadietto”, permettere cioè al veterinario di agevolare l’allevatore o il proprietario dell’animale, consentendogli di disporre delle prime dosi per avviare la cura e di rifornirsi poi dell’intero ciclo di terapia attraverso il normale ciclo distributivo.

La Fnovi ha sottolineato l’importanza di consentire al veterinario la cessione di dosi per l’inizio della terapia per consentire un immediato avvio delle cure. (PB)