Federfarma Verona, con il patrocinio dell’Ordine, ha organizzato una campagna d’informazione e screening con misurazione della pressione e ricerca della fibrillazione atriale, in occasione della Giornata mondiale contro l’ictus cerebrale (oggi 29 ottobre).

Federfarma Verona ha organizzato una campagna d’informazione e screening con misurazione della pressione e ricerca della fibrillazione atriale, in occasione della Giornata mondiale contro l’ictus cerebrale.

Diverse le iniziative programmate per il giorno 29: in appositi gazebo collocati sia in piazza Bra a Verona, sia in piazza XVI Aprile a Bussolengo, oltre alle misurazioni gratuite della pressione, sono stati proposti alla popolazione i questionari per la prevenzione delle patologie cardiovascolari.

Inoltre, le farmacie aderenti hanno partecipato allo screening con le stesse modalità, per garantire un’ampia copertura della campagna contro l’ictus cerebrale.

La riuscita attività di prevenzione è stata preceduta da un primo appuntamento rivolto ai finanzieri, martedì 26, presso la caserma del Comando provinciale delle Fiamme Gialle scaligere e con l’allestimento, sempre a cura di Federfarma Verona, di quattro postazioni per le misurazioni e la compilazione dei questionari, in collaborazione con l’Azienda ospedaliera universitaria di Verona. L’iniziativa è stata favorevolmente accolta dai cittadini.

Dice Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona: “La prevenzione è sempre importante, ma in casi come l’ictus è addirittura salvavita. Molti non sanno, infatti, che la semplice misurazione della pressione arteriosa, totalmente indolore e praticabile anche a casa con la giusta strumentazione, è un primo importantissimo passo per tenere sotto controllo un aspetto fondamentale della propria salute”.

“Quest’anno -prosegue Vecchioni- abbiamo voluto ampliare il raggio d’azione con la ricerca della fibrillazione atriale, che comporta un rischio di ictus 5 volte maggiore. Le farmacie di Federfarma Verona vogliono puntare i riflettori sulla prevenzione che in questi due anni di pandemia è stata purtroppo spesso, giocoforza, posta in secondo piano rispetto alla situazione emergenziale, con gravi conseguenze per molte patologie che non siano il Covid”.

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