L’alleanza e la stretta collaborazione farmacia-mmg è un elemento decisivo per una sanità territoriale più efficace, in grado di gestire meglio i pazienti cronici e favorire l’aderenza terapeutica, superando il modello attuale, basato su un Ssn troppo “ospedalocentrico”.

L’alleanza farmacia-mmg per una sanità terrioriale migliore è stata al centro del convegno on line della Sda Bocconi “La farmacia come garante dell’aderenza terapeutica nella sanità territoriale post-Covid”, tenutosi ieri.

Di questi temi si è parlato al convegno on line organizzato ieri 3 novembre dalla Sda Bocconi dedicato al tema “La farmacia come garante dell’aderenza terapeutica nella sanità territoriale post-Covid”, al quale ha partecipato anche il presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo, insieme con rappresentanti dei medici, dei pazienti, delle istituzioni sanitarie, e agli esperti della Sda.

Il Cergas (Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale) della Sda Bocconi School of Management ha analizzato le potenzialità del ruolo della farmacia nell’ambito della sanità territoriale con un proprio progetto sviluppato nel corso del 2020, “Farmacia: presidio del territorio”.

Lo studio ha approfondito proprio l’aspetto della relazione farmacia-mmg-paziente come chiave per il miglioramento dell’aderenza terapeutica nell’ambito della cronicità, una condizione sanitaria che riguarda, secondo l’Osservatorio nazionale sulla salute, circa 24 milioni di italiani (le malattie croniche più frequenti sono ipertensione, artrite/artrosi e malattie allergiche). Di questi, 3,8 milioni sono non autosufficienti. La spesa sanitaria correlata alle cronicità si aggira attorno ai 67 miliardi di euro. Numeri destinati, secondo l’Oms, ad aumentare nei prossimi anni.

Cergas: la collaborazione interprofessionale tra mmg e farmacista è “uno dei fattori critici di successo per il miglioramento dell’aderenza terapeutica e la formulazione di servizi integrati rivolti ai pazienti cronici”.

Secondo il Cergas, la collaborazione interprofessionale tra mmg e farmacista è “uno dei fattori critici di successo per il miglioramento dell’aderenza terapeutica e la formulazione di servizi integrati rivolti ai pazienti cronici”.

La ricerca del Cergas proseguirà il prossimo anno andando a verificare e approfondire i modelli di applicazione, il Fse, le possibili interazioni con il Ssn e il Ssr, le aree di possibile collaborazione tra medici e farmacisti e le best practice di presa in carico del paziente cronico sul territorio.

Dal dibattito è quindi emersa chiaramente le necessità di un riequilibrio e contemporaneamente una maggiore integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale, soprattutto per la gestione dei pazienti cronici. Una priorità che la pandemia ha reso clamorosamente evidente specialmente nelle fasi emergenziali.

Estendere i compiti della farmacia

La farmacia diventa centrale in questo percorso di creazione di una rete di assistenza a livello territoriale che riduca le ospedalizzazioni. Come sottolineato anche nel Pnrr -affermano gli esperti della Sda- “tale obiettivo non può essere raggiunto senza la collaborazione della farmacia, un’estensione dei suoi compiti e la possibilità di erogare servizi integrati nel sistema, dedicati in particolar modo alla presa in carico dei pazienti cronici”.

Cittadini favorevoli a servizi in farmacia in collaborazione con i medici

Una indagine svolta dal Cergas nell’ambito del suo progetto dimostra, d’altra parte, che i cittadini sono d’accordo: interpellati sull’argomento, rappresentanti di associazioni di pazienti cronici e caregiver si dicono favorevoli a servizi integrati a supporto della terapia. Oltre il 70% dei rispondenti ha dichiarato infatti che il farmacista, in collaborazione con il mmg, potrebbe svolgere un ruolo rilevante nel coadiuvare il rinnovo delle prescrizioni, nel segnalare interazioni tra farmaci e nel monitorare i parametri necessari al medico per il monitoraggio della patologia e la rivalutazione della terapia.