Il credito d’imposta per la telemedicina nelle farmacie dei piccoli centri è inserito nel decreto, da poco firmato dai ministri della Salute e dell’Economia e delle Finanze, per l’attuazione della Legge 176/2020. Il provvedimento prevede infatti lo stanziamento di 10,715 milioni di euro, per il 2021, per lo svolgimento di prestazioni di telemedicina presso le farmacie operanti in Comuni o centri abitati con meno di 3.000 abitanti, assegnando loro un credito d’imposta fino a 3.000 euro. Lo segnala Federfarma con la propria Circolare 617/2021 (disponibile nell’area riservata del sito).

Firmato il decreto interministeriale che contiene il credito d’imposta fino a un massimo di tremila euro per incentivare la telemedicina nelle farmacie dei piccoli centri.

Il credito d’imposta alle farmacie dei piccoli Comuni è stabilito nella misura del 50% -fino a un importo massimo di 3.000 euro per ciascun soggetto beneficiario- delle spese per l’acquisto e il noleggio, nell’anno 2021, di apparecchiature necessarie per l’effettuazione di prestazioni di telemedicina. Il credito sarà fruibile, dopo l’accettazione della domanda, anche nel corso del 2022.

L’iter del provvedimento non è interamente completato, perché occorrono ancora la registrazione presso la Corte dei Conti e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Poi le farmacie interessate potranno presentare la richiesta tramite il portale Sistema Tessera sanitaria (per approfondimenti, si rimanda alla Circolare Federfarma 617/2021).

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