Il quarto Rapporto sulla farmacia di Cittadinanzattiva, presentato oggi in diretta Facebook, fotografa una situazione in cui il ruolo dei farmacisti e delle farmacie si sta affermando come sempre più cruciale nell’ambito del sistema sanitario. La pandemia è stata un importante banco di prova: nel cuore della crisi sanitaria e nella gestione della campagna vaccinale, tuttora in pieno corso, l’importanza della farmacia come punto di riferimento sul territorio essenziale per la salute dei cittadini è emersa chiaramente. E ora anche i dati raccolti dal Rapporto annuale 2021 (realizzato in collaborazione con Federfarma  e con il contributo non condizionato di Teva) lo confermano, aprendo scenari che vanno certamente al di là dell’emergenza Coronavirus.

Il IV Rapporto sulla farmacia di Cittadinanzattiva, presentato oggi, dimostra l’importanza centrale e crescente delle farmacie nella prevenzione, per le vaccinazioni, nel miglioramento della aderenza terapeutica dei pazienti.

Come anticipato da Federfarma (vedi anche sul nostro sito qui), il Rapporto sulla farmacia prevedeva tre settori di indagine: uno riguardante i titolari di farmacia, basato su un questionario on line a cui hanno risposto in 658; uno di approfondimento rivolto alle unioni regionali di Federfarma; uno sull’opinione dei cittadini, invitati a partecipare all’indagine sul ruolo della farmacia nell’emergenza sanitaria, tramite un apposito questionario (oltre tremila hanno risposto: il 70% sono donne e il 67% ha una patologia in corso).

Vediamo dunque i principali risultati scaturiti da questa ampia inchiesta, che ha toccato vari temi: prevenzione, servizi, innovazione digitale, farmaci presidi e dispositivi, farmaci equivalenti, adesione alla campagna vaccinale, tamponi e test sierologici, green pass, rapporto con i cittadini e pazienti.

Cresce la fiducia del cittadino nella farmacia

  • L’80% dei pazienti affetti da una patologia cronica dichiara di avere una propria farmacia di fiducia.
  • Nel 2021, per il 37% dei cittadini intervistati è cresciuta la fiducia nei confronti dei farmacisti.
  • L’84% dei farmacisti ha osservato un significativo aumento di richieste di consigli e consulenze da parte della popolazione.

La campagna vaccinale contro il Coronavirus

  • Il 25% delle farmacie partecipanti all’indagine dichiara di avere aderito alla campagna vaccinale contro Covid-19, mentre il 23% si prepara a farlo.
  • Nelle farmacie impegnate nella campagna, il numero di farmacisti già abilitati all’esecuzione della somministrazione dei vaccini è tra 2 e 4.
  • Il 57% dichiara di effettuare ogni giorno decine di vaccini.
  • Nessuna farmacia supera le 40 vaccinazioni al giorno.
  • Le sessioni vaccinali svolte in ambiente interno alla farmacia separato dalla vendita e in orario di apertura sono il 50%,
  • L’87% dei farmacisti è favorevole a rendere stabile il servizio di vaccinazione anti-Sars-CoV-2 (è d’accordo il 63&% dei cittadini).

Altre vaccinazioni in farmacia: c’è consenso tra farmacisti e cittadini

  • Il 93% dei farmacisti è favorevole a estendere il coinvolgimento delle farmacie ad altre vaccinazioni per adulti (il 65% dei pazienti è d’accordo su vaccinazioni quali antinfluenzale, zoster e pneumococco).

Molte campagne di prevenzione in farmacia

  • Il 66% delle farmacie ha effettuato screening per il tumore al colon retto, aderendo a campagne di prevenzione promosse dalle istituzioni.
  • Circa una farmacia su due negli ultimi due anni ha promosso campagne di sensibilizzazione e promozione di stili di vita salutari per i cittadini (50%).
  • Il 48% realizza campagne per la individuazione di soggetti a rischio e la diagnosi precoce di alcune patologie croniche (diabete, patologie cardiovascolari, dislipidemie).

Promuovere l’aderenza terapeutica del paziente con l’aiuto del farmacista

  • Il 38% delle farmacie ha realizzato negli ultimi due anni iniziative per agevolare l’aderenza terapeutica di persone affette da patologie croniche.
  • Il 14% dei cittadini non ne è però a conoscenza e il 71% non le ha mai utilizzate. Ma tra coloro che ne hanno usufruito, i miglioramenti sono risultati abbastanza (34%) o molto (41%) evidenti.

La disponibilità di farmaci e dispositivi

  • Negli ultimi 12 mesi si sono riscontrate disfunzioni/interruzioni nella catena di approvvigionamento per Dpi (lo dice il 53% dei farmacisti interpellati) bombole per l’ossigeno (51%), saturimetri (45%), alcol (43%), farmaci (39%).
  • Soltanto il 4% dei cittadini lamenta attese, per la disponibilità dei farmaci, incompatibili con le proprie esigenze di salute
  • Risulta aumentata del 19%, nell’ultimo anno, la richiesta dei cittadini per farmaci equivalenti rispetto al periodo pre-Covid-19.

Una farmacia sempre più digitale anche nei servizi

  • Il 35% delle farmacie ha attivato una strategia multicanale per informazione/comunicazione e a supporto dell’erogazione di servizi a seguito della contingenza pandemica.
  • Sono stati attivati e/o ampliati servizi aggiuntivi incentrati sul digitale (app per contatti a distanza con i cittadini, app per prenotazione prodotto, attivazione Fascicolo sanitario elettronico, attivazione tessere sanitarie, cambio medico, Cup, ritiro referti, pagamento on line, prenotazioni on line (tamponi, vaccinazioni), telecardiologia (Holter cardiaco e pressorio e Ecg), teleconsulenza/teleconsulto, totem per Cup e per scaricare referti).

La conferenza di presentazione del Rapporto

L’incontro via Facebok -moderato dalla giornalista Rai Maria Soave– è stato aperto dal segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia, che ha ricordato come le farmacie si siano spese nell’affrontare l’emergenza sanitaria, impegnandosi in servizi innovativi -come test, tamponi e vaccinazioni- nelle grandi città come pure nelle zone disagiate, affrontando rischi e pericoli. Sono riuscite a rimodulare il loro ruolo sanitario, per stare vicini ai cittadini in un rapporto non soltanto professionale, ma anche confidenziale.

Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, ha illustrato la posizione della associazione: “Da anni ci siamo attivati per contribuire a fare in modo che le farmacie, e in particolare la farmacia dei servizi, fossero riconosciute e potenziate quale presidio di sanità territoriale. Come emerge dal nostro Rapporto, la pandemia ha accelerato questo processo e ha permesso di toccare con mano quanto siano importanti per i cittadini i servizi che le farmacie possono garantire su temi come la prevenzione, la erogazione di screening e vaccini, l’aderenza alle terapie, la possibilità di ricorrere ai farmaci equivalenti. Nel prossimo futuro ci muoveremo insieme a Federfarma per costruire campagne di informazione ai cittadini su questi aspetti, con due obiettivi principali: contribuire a superare i problemi generati dalla “sanità sospesa”, cioè il rallentamento della prevenzione e delle cure durante il periodo pandemico, e rafforzare la consapevolezza dei cittadini per la promozione della loro salute. Ci auguriamo che, anche attraverso gli investimenti e le riforme oggetto del PNRR, sia confermato il sostegno delle istituzioni al ruolo delle farmacie come presidio di sanità su tutto il territorio, soprattutto quello deprivato di altri servizi sanitari di prossimità”.

Ha poi commentato così i risultati del Rapporto sulla farmacia il presidente nazionale di Federfarma, Marco Cossolo: “Come emerge dai dati del Rapporto, le farmacie hanno saputo rispondere con tempestività ed efficacia alle nuove esigenze di salute determinate dall’emergenza sanitaria, potenziando servizi già esistenti e offrendone di nuovi, dai tamponi alla somministrazione dei vaccini anti-Covid e antinfluenzali, che imprimono una svolta epocale al ruolo ricoperto dalla farmacia in qualità di presidio di prossimità nel processo di territorializzazione della sanità. È ora indispensabile che tale ruolo si consolidi in maniera organica e strutturale, per garantire ai cittadini servizi uniformi sul territorio nazionale”.

Per parte sua, Umberto Comberiati, Business Unit Head di Teva Italia, ha sottolineato i grandi valori della farmacia: la prossimità, per la capillare presenza sul territorio, la disponibilità, che rende il farmacista primo interlocutore sanitario, e la fiducia, che si è ancor più conquistata durante la pandemia.