I dati su logistica e distribuzione intermedia nel settore healthcare mostrano un comparto molto solido, la cui importanza è crescente, anche alla luce di come ha saputo reggere all’urto della pandemia Covid-19. È quanto emerge dal nuovo libro bianco realizzato dal Consorzio Dafne insieme con l’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano sui flussi della distribuzione primaria e sulla distribuzione intermedia in Italia.

Logistica e distibuzione intermedia nel settore della sanità fotografati dal libro bianco del Consorzio Dafne e dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano “Logistica Distributiva Healthcare: un asset centrale per la Sanità”.

L’analisi del white paper si concentra in particolare sulla “complessità gestita dalla distribuzione intermedia”, grazie alla collaborazione delle due associazioni di riferimento per la categoria,  Adf, Associazione distributori farmaceutici, e Federfarma Servizi. Vediamo allora i risultati anticipati da Dafne sul settore logistica e distribuzione intermedia.

I flussi dai depositi dell’industria

Da un questionario inviato ai trasportatori è stato possibile quantificare i flussi annui del settore healthcare in uscita dai depositi dell’industria. Si rileva un continuo e significativo aumento, esemplificato da questi dati.

  • spedizioni: +7,9% fra 2020 e 2019
  • peso complessivo movimentato: +7,2% fra 2020 e 2019
  • numero di colli gestiti: +7,6% fra 2020 e 2019

Per quanto riguarda la caratterizzazione geografica dei flussi, non si rilevano differenze significative tra 2020 e 2019 in termini di provenienza dei flussi:

  • la Lombardia rappresenta il punto di origine per oltre i due terzi dei flussi (68%), seguita dal Lazio (14%)
  • analogamente, l’assorbimento per regione è rimasto sostanzialmente invariato tra 2020 e 2019: le prime regioni sono Lombardia e Lazio seguite dalla Toscana

Per ciò che concerne invece la distribuzione dei flussi per canale tra il 2019 e il 2020, crescono i volumi verso gli ospedali (dal 46% al 51%), ma aumenta anche il peso della consegna a domicilio.

I flussi fisici in uscita dalla distribuzione intermedia verso farmacie e parafarmacie

Sempre relative al periodo 2019-2020 (che ovviamente comprende la fase di diffusione della pandemia, con il suo forte impatto sul settore) sono le risposte ai questionari inviati ai principali attori della distribuzione intermedia. Così Dafne ne sintetizza i risultati.

  • Una significativa riduzione del numero di consegne con origine dai grossisti e dirette alle farmacie e parafarmacie (-18,2%, da poco meno di 25 milioni del 2019 a circa 20 milioni nel 2020). Tale dato si spiega con la scelta di accorpare le consegne riducendo il loro numero medio presso le singole farmacie.
  • Una contrazione anche nel numero di confezioni recapitate su base annua (-7,1%): questo dato evidenzia che l’incremento nella domanda dei prodotti legati all’emergenza sanitaria non è bastato a compensare la contrazione su altri prodotti per la salute che hanno risentito delle restrizioni.
  • un sensibile aumento del numero di confezioni per spedizione (+13,5% nel 2020 rispetto al 2019).

Il ruolo essenziale della distribuzione intermedia

L’importanza del ruolo della distribuzione  intermedia -sottolinea il white paper- è evidenziata dal dato sui flussi: “a fronte di poco più di 750mila spedizioni in entrata presso i distributori intermedi si hanno circa 20 milioni di spedizioni in uscita”.

Il sistema della distribuzione intermedia consente dunque in maniera efficiente agli attori a monte “di garantire la capillare disponibilità dei propri prodotti all’interno degli oltre 25.000 punti di vendita presenti sulla penisola tra farmacie e parafarmacie, interfaccia di prossimità più immediata fra il sistema della salute e il cittadino”.

Il Consorzio Dafne

Il Consorzio Dafne  si definisce “una community B2b no-profit costituita nel 1991 con l’obiettivo di favorire lo sviluppo, la promozione e la diffusione di soluzioni digitali a supporto dell’intero ecosistema della salute, umana e animale. L’ecosistema del Consorzio oggi coinvolge oltre 800 organizzazioni: aziende healthcare (farmaci, nutraceutici, dispositivi medici, prodotti per la salute, …), distributori intermedi, concessionari, depositari, strutture sanitarie private oltre, naturalmente, alla totalità degli enti afferenti al Servizio sanitario nazionale”.

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