Il XVI Rapporto Meridiano Sanità, realizzato da The European House – Ambrosetti, presentato a Roma nei giorni scorsi, avanza le sue proposte su come rafforzare il nostro Servizio sanitario nazionale, messo a dura prova della pandemia.

Le proposte di Meridiano Sanità su come riformare e potenziare il Servizio sanitario nazionale, alla luce delle difficoltà messe in evidenza dalla crisi pandemica.

Gli esperti hanno indicato quattro punti chiave sui quali intervenire per modernizzare il sistema sanitario italiano, ridurre le differenze tra le varie aree del Paese, migliorare complessivamente la risposta alle esigenze di salute della popolazione. Eccoli, in sintesi.

  1. Riconoscere e sostenere il valore della prevenzione per costruire un sistema sanitario resiliente e sostenibile nel tempo
  2. Accelerare l’attuazione del Pnrr, a partire dalla riforma dell’assistenza territoriale e dalla digitalizzazione della sanità in una logica value-based
  3. Diventare un hub di riferimento a livello internazionale nell’ambito della ricerca e produzione delle life sciences
  4. Aumentare gli investimenti sulla salute, driver di crescita economica e sociale del Paese

La formulazione di queste proposte di Meridiano Sanità poggia su una solida messe di dati, illustrati dal Rapporto 2021, che fotografano la situazione del nostro sistema sanitario, inserito nel contesto economico generale. Vediamo alcuni dei punti principali segnalati dall’indagine.

Cifre e percentuali del post-pandemia

• Nel 2020, che sarà ricordato come l’anno del Coronavirus, il Pil italiano è calato dell’8,9% (il quarto peggiore risultato da oltre 150 anni).

• L’aumento dell’aspettativa di vita degli italiani, che proseguiva da molti decenni e ci aveva portato a guadagnare 2 anni di vita negli ultimi 20 anni, so è fermato: nel 2020 un cittadino italiano ha perso 1,2 anni di vita.

•Risulta duramente colpita tutta l’attività di prevenzione: screening oncologici del seno -45%; del colon-retto -59%: ricoveri per ictus -13%; ricoveri per infarto -12%.

• Coperture vaccinali lontane dagli obiettivi previsti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale, Pnpv (esempio clamoroso: siamo sotto del 65%  nelle vaccinazioni contro il papilloma virus nelle donne). Crollo delle coperture vaccinali, soprattutto nei bambini e negli adolescenti.

• Per quanto riguarda i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg, Sustainable development goal) definiti dall’Oms, il Rapporto riconosce “un miglioramento in quasi tutti gli indicatori per il nostro Paese, ma destano preoccupazioni alcuni dati direttamente legati a fattori comportamentali (in particolare tasso di obesità infantile e consumo di alcol), all’impoverimento della popolazione e all’aumento della mortalità per disastri naturali evidenziando il forte legame tra ambiente, clima e salute”.

• In Italia, circa il 30% dei bambini è in sovrappeso o è obeso, mentre solo 1 su 4 svolge attività fisica regolarmente.

• Raddoppio della presenza di ansia e depressione rispetto ai livelli osservati prima della crisi

• In confronto agli altri Paesi europei, in termini di stato di salute generale, l’Italia mostra un peggioramente e scende di 4 posizioni rispetto al periodo pre-pandemico (a causa della riduzione dell’aspettativa di vita alla nascita e dell’aumento del tasso di mortalità standardizzato per età), “anche se rimane con un valore in linea con la media europea”.

• Per quanto riguarda”la capacità di risposta del sistema sanitario ai bisogni di salute, l’efficacia, l’efficienza e l’appropriatezza dell’offerta sanitaria e le risorse economiche per il sistema, nel Paese permangono i ritardi soprattutto in termini di informatizzazione dei servizi sanitari e accesso all’innovazione farmaceutica”.

• Negli ultimi 2 anni, la pandemia ha evidenziato le numerose differenze strutturali e disuguaglianze nell’offerta dei servizi sanitari tra le Regioni italiane.

• Il 2020 ha colpito profondamente alcune Regioni, come Lombardia, Emilia Romagna e Liguria, sullo stato di salute della popolazione, con un calo, rispetto al 2019, tra il -1,4% e -2,8% nell’aspettativa di vita e una mortalità aumentata in queste 3 Regioni tra il 16,8% e il 36,6%.

• Nell’indice di mantenimento dello stato di salute si registra ancora un forte divario Nord/CentroSud.

Per approfondire, si può consultate il sito di Ambrosetti qui.

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