Federfarma ha segnalato il problema della carenza di cannabis per uso medico al ministero della Salute, rilevando sul territorio che gli approvvigionamenti faticano a tenere il passo con la crescente domanda. Con la Circolare 653/2021 Federfarma informa che il ministero ha risposto, comunicando le iniziative che intende assumere.

In varie parti d’Italia si riscontra un problema di carenza di cannabis per uso medico. Il ministero della Salute risponde alle segnalazioni di Federfarma sulle criticità rilevate dalle farmacie sul territorio.

Il ministero della Salute assicura di essere a conoscenza del problema della carenza di cannabis e nella sua nota precisa che “l’Ufficio Centrale Stupefacenti (Ucs) della Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del ministero della Salute adotta tutte le misure di competenza per assicurare la continuità terapeutica per i pazienti in trattamento con cannabis a uso medico” e “continua a rilasciare regolarmente sia le autorizzazioni all’importazione, ai sensi del Dm 11/02/1997 e s.m.i., che pervengono su richiesta del medico esclusivamente per il tramite delle farmacie ospedaliere o delle aziende sanitarie locali, sia le autorizzazioni ai distributori autorizzati per i permessi di importazione di infiorescenze di cannabis dall’Office of medicinal cannabis (Omc) olandese”.

Per quanto riguarda il 2021 e il 2022 -continua il ministero- “è stata rinnovata, ulteriormente incrementata, la richiesta di quota di cannabis a uso medico che il ministro della Salute provvede a chiedere formalmente al ministro olandese a conferma della quota messa a disposizione per l’Italia, in base alla capacità produttiva olandese”.

Il ruolo e l’operato dello Stabilimento chimico farmaceutico militare

Lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze -chiarisce il ministero della Salute- “può produrre, in base alle proprie capacità produttive, quantità di cannabis in misura corrispondente alle stime del fabbisogno nazionale”.

Inoltre, si autorizzano le richieste  dello Stabilimento “all’importazione di quote di infiorescenze di cannabis a uso medico, ai fini della trasformazione della cannabis in sostanze e preparazioni vegetali per la successiva distribuzione alle farmacie, al fine di soddisfare il fabbisogno nazionale di tali preparazioni”, come previsto dalla Legge 172/2017.

“Lo Stabilimento -prosegue il Ministero- importa cannabis a uso medico, produce cannabis di grado farmaceutico; evade le richieste che le farmacie presentano per l’approvvigionamento di materiale vegetale a base di cannabis da destinare a preparazioni magistrali, che le stesse dispensano a pazienti con prescrizione medica non ripetibile”.

Aumento della capacità produttiva nazionale e dell’importazione dall’estero

Data la situazione di oggettiva criticità, il ministero della Salute, “tenuto conto dell’aumento della richiesta nazionale di cannabis ad uso medico, al fine di garantire ai pazienti l’accesso alle cure, altresì per consentire un ulteriore ampliamento della capacità produttiva nazionale”, ha chiesto allo Stabilimento “di completare le attività previste e finanziate dalla citata legge n. 172 del 2017, nonché di aumentare l’importazione dall’estero di cannabis ad uso medico con gli ulteriori fondi stanziati dall’articolo 1, comma 474, della Legge 30 dicembre 2020, n. 178”.

Per ulteriori approfondimenti si rinvia al testo completo della Circolare 653/2021 e dei relativi allegati sul sito di Federfarma (area riservata).

Si segnala inoltre l’istituzione, presso il ministero della Salute, del Tavolo tecnico permanente sul tema, di cui abbiamo parlato qui.