“I device digitali fanno sempre più parte della vita quotidiana degli italiani. La loro importanza è cresciuta con la pandemia ed è destinata ad affermarsi ancora di più in futuro in ambiti come la salute, il tempo libero e gli acquisti”. Questo il commento che Francesca Tagliapietra, partner e industry leader Tmt di Deloitte, fa sui risultati della ricerca “Digital consumer trends 2021”, che fotografa l’uso dei device digitali da parte degli italiani. Risulta così che 9 intervistati su 10 usano quotidianamente lo smartphone, che il 73% lo utilizza per i social media o per messaging, e che oltre 4 intervistati su 5 dichiarano di usarlo per acquistare prodotti online.

I device digitali sono sempre più utilizzati dagli italiani, anche nel campo della salute, nel quale riscuotono crescente successo i dispositivi indossabili.

In particolare, la ricerca Deloitte fotografa il crescente utilizzo dei dispositivi indossabili (wearable) nell’ambito della salute digitale: se nel 2017 soltanto il 10% degli intervistati possedeva uno smartwatch, nel 2021 questa percentuale è arrivata al 25%.

Ma non basta: a fronte di un italiano su 4 con smartwatch, c’è un italiano su 5 che utilizza un braccialetto per il fitness. Ormai, quindi, salute, intrattenimenti e pagamenti passano attraverso dispositivi elettronici e questa tendenza risulta essersi ulteriormente rafforzata proprio grazie alla pandemia Coronavirus.

Ma quali sono i servizi di salute digitale più utilizzati dagli italiani? Il 64% di chi possiede un dispositivo indossabile dichiara di usarlo per monitorare innanzitutto il numero di passi effettuati, poi il proprio ritmo del sonno o il battito cardiaco. Sono soprattutto gli intervistati della Gen-Z a farvi ricorso (86%), ma anche un italiano su 2 tra gli over 65 effettua simili monitoraggi: innanzitutto per calcolare il numero di passi effettuati (53%), poi per monitorare il battito cardiaco (35%) e il ritmo del sonno (24%).

Comunque sia, si prevede un’ulteriore crescita significativa dei dispositivi indossabili, tant’è vero che, sempre secondo Deloitte, nel 2022 la spesa globale per queste applicazioni raggiungerà i 500 milioni di dollari.

Continua a crescere anche l’utilizzo delle piattaforme social media o app di messaging: vi ricorre il 73% di chi possiede uno smartphone in Italia.

Aggiungiamo a questo dato un altro della ricerca Deloitte: 4 intervistati su 5 dichiarano di usare lo smartphone per acquistare prodotti online, per lo più almeno una volta al mese.

Il 21% dei consumatori segue la pagina Facebook di una farmacia

E ancora risulta, questa volta da una ricerca TradeLab, che il 21% dei consumatori segue la pagina Facebook di una farmacia.

Ecco allora che, mettendo insieme tutti questi dati, risalta l’importanza di utilizzare con oculatezza le app fedeltà installate sullo smartphone dei propri clienti.

Uno studio pubblicato su Pharmacy Scanner del 17 gennaio dimostra che un’attenta gestione dei messaggi fa lievitare i consumi e accresce la redemption, cioè il tasso di risposta alle iniziative promozionali. Da qui un preciso consiglio da seguire: “Con i tamponi, che oggi sembrano il più importante “driver” della farmacia, la leva cioè che guida traffico e ingressi, un utilizzo sapiente delle app fedeltà e delle notifiche push può essere lo strumento con cui “rammentare” ai clienti che in farmacia non trovano soltanto antigenici e ffp2”.