Il farmacista può chiedere al cittadino il documento d’identità per i test rapidi. Lo specifica una nota del Commissario straordinario all’emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo, che conferma la posizione espressa recentemente da Federfarma.

Il Commissario straordinario all’emergenza Covid-19 ha specificato che le farmacie possono lecitamente richiedere al cittadino l’esibizione di un documento d’identità per i test rapidi, ai fini del sicuro riconoscimento della persona.

Nella nota (commentata da Federfarma con la Circolare 52/2022, disponibile sul sito) il Commissario straordinario afferma la “liceità della richiesta dell’esibizione di un documento di riconoscimento da parte della farmacia ai soggetti che intendono essere sottoposti a test antigenico rapido per la rilevazione del Covid-19”.

Il documento di Figliuolo informa che, anche in seguito alla consultazione del Garante per la protezione dei dati personali, “non sono emerse criticità circa la possibilità che le farmacie richiedano, unitamente alla tessera sanitaria, l’esibizione di un documento di identità, ai fini del riconoscimento del soggetto che debba sottoporsi alla prestazione sanitaria del test antigenico rapido”.

Figliuolo sottolinea l’’importanza di associare correttamente la prestazione sanitaria all’identità della persona.

Il Commissario ha sottolineato inoltre “l’importanza di associare correttamente la prestazione sanitaria all’identità della persona, alla luce della rilevanza attribuita alla certificazione verde Covid-19 (Green pass) dal quadro normativo vigente”.

Le conclusioni del Commissario straordinario sono in sintonia con quanto Federfarma aveva argomentato nella Circolare 44/2022, nella quale esprimeva l’opinione che “le farmacie possano legittimamente richiedere l’esibizione di un valido documento di riconoscimento al soggetto che intende ricevere un test antigenico rapido in farmacia”.

Secondo Federfarma, infatti, l’esatta identificazione del soggetto interessato è “rilevante ai fini sanitari, per attribuire correttamente il referto al soggetto a cui è  stato somministrato il tampone, nonché ai fini legali perché, come noto, l’esito di un tampone antigenico rapido può produrre effetti giuridici: generazione di un green pass ordinario (esito di tampone negativo) e di un green pass rafforzato (a seguito di guarigione, determinata da esito negativo del tampone), inizio e fine isolamento e fine quarantena, nei casi previsti”.

Segnalati diversi casi di truffa

Il problema è emerso perché, come documentato anche da molti mass media, sono state segnalate truffe da parte di soggetti positivi che si recano in farmacia per la somministrazione di un tampone antigenico rapido, esibendo una tessera sanitaria appartenente a un’altra persona. Così, l’intestatario della tessera sanitaria risulterebbe erroneamente positivo e potrebbe così ottenere indebitamente un green pass rafforzato da guarigione al termine dell’isolamento.

Dietro questo genere di illeciti c’è evidentemente l’obiettivo di alcune persone di ottenere il green pass evitando il vaccino anti-Covid. Un caso di tentata truffa è stato denunciato proprio recentemente da una farmacia di Palermo e sulla vicenda è già stata aperta un’indagine.

Risulta quindi del tutto opportuno che i farmacisti abbiano facoltà di richiedere al cittadino di mostrare il documemto d’identità per i test rapidi.

Tobia (Federfarma): “è stato convenuto che tutte le farmacie italiane sono abilitate a richiedere il documento d’identità, assieme alla tessera sanitaria, ai soggetti che si presentano per sottoporsi al tampone”.

“Tale particolare modalità -commenta Roberto Tobia, segretario nazionale e presidente di Federfarma Palermo- è prevista esplicitamente in Sicilia, nel protocollo regionale sui tamponi in farmacia, grazie all’accordo stipulato con l’assessore alla Salute, Ruggero Razza”.

“Attraverso le interlocuzioni con la struttura commissariale nazionale -conclude Tobia- è stato convenuto che tutte le farmacie italiane sono abilitate a richiedere il documento d’identità, assieme alla tessera sanitaria, ai soggetti che si presentano per sottoporsi al tampone”.