L’anagrafe vaccinale è realmente attiva su tutto il territorio oppure anche qui troviamo le solite differenze regionali che caratterizzano tanti aspetti dell’economia e della società italiana? Se lo chiede la senatrice della Lega Sonia Fregolent, che sul tema ha rivolto un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute.

Un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute pone il problema del funzionamento dell’anagrafe vaccinale nazionale: è davvero attiva in tutte le Regioni?

La senatrice Sonia Fregolent è infatti intervenuta nei confronti del ministro della Salute con un’interrogazione riguardante le modalità di alimentazione dell’Anagrafe nazionale vaccini.

La senatrice della Lega riferisce che un’indagine sulle anagrafi vaccinali informatizzate svolta nel 2019 dall’Istituto superiore di sanità riportava forti differenze nei sistemi regionali, con livelli di informatizzazione estremamente diversificati.

A fronte di tale situazione, l’interrogazione chiede se l’anagrafe vaccinale sia attiva in tutte le Regioni; nel caso in cui non lo sia, domanda come il ministro della Salute intenda intervenire per assicurare che l’anagrafe nazionale vaccini venga alimentata giornalmente dalle Regioni e dalle Province autonome.

Che cos’è l’Anagrafe vaccinale

Come spiega il sito del ministero della Salute, l’Anagrafe nazionale vaccini, è stata istituita nel 2018 “con l’obiettivo di garantire la corretta valutazione delle coperture vaccinali, utile sia a monitorare l’attuazione dei programmi vaccinali in atto su tutto il territorio nazionale, coerentemente con il calendario vaccinale nazionale vigente, sia a fornire informazioni agli organi nazionali, comunitari e internazionali nell’ambito dello svolgimento di funzioni e compiti correlati alla tutela della salute, anche mediante l’elaborazione di indicatori a fini comparativi”.

A questo scopo le Regioni e le Province Autonome devono fornire al ministero della Salute i dati relativi ai soggetti vaccinati, ai soggetti da sottoporre a vaccinazione, ai soggetti immunizzati, ai soggetti per i quali le vaccinazioni possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, a dosi e tempi di somministrazione delle vaccinazioni effettuate, a eventuali effetti indesiderati.

I dati dell’Anagrafe nazionale vaccini si possono diffondere soltanto in forma aggregata e anonima.