I titolari di farmacia non sono tenuti a versare contributi al Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali. In un primo tempo erano invece stati inclusi tra i soggetti obbligati al versamento: un errore contestato da Federfarma con l’impugnazione davanti al Tar della circolare Inps che stabiliva l’obbligo. Ora l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha cambiato la sua posizione e ha escluso i titolari dalla lista dei soggetti che devono versare il contributo. Ne dà notizia con soddisfazione Federfarma con la Circolare 62/2022 (disponibile sul sito nell’area riservata).

I titolari di farmacia non sono tenuti al versamento dei contributi previdenziali al Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali, come ha sempre sostenuto Federfarma. L’Inps, che in un primo tempo li aveva inclusi, ha cambiato posizione. Chi ha pagato il contributo potrà recuperare la somma versata.

La Circolare di Federfarma ricostruisce la vicenda, che ha portato alla fine a un risultato favorevole alle farmacie.

L’Inps aveva nel 2021 inserito le farmacie con più di tre dipendenti tra i soggetti obbligati al versamento dei contributi al Fondo di solidarietà bilaterale per le attività professionali, istituito in base all’Accordo del 3.10.2017 stipulato da Confprofessioni e dalle organizzazioni sindacali. Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs.

Federfarma aveva subito contestato la decisione specificando all’Inps che il Fondo di solidarietà bilaterale “riguardava esclusivamente le categorie professionali rappresentate da Confprofessioni e non poteva riguardare il settore delle farmacie private che è unicamente rappresentato da Federfarma”, che non è tra i firmatari dell’accordo costitutivo del Fondo. Di conseguenza, le farmacie non dovevano essere obbligate al versamento di alcun contributo previdenziale al Fondo di solidarietà.

In assenza di un positivo riscontro da parte dell’Inps, Federfarma ha portato la questione davanti al Tar con il patrocinio degli studi legali dei professori Massimo Luciani e Arturo Maresca.

In attesa del giudizio, anche in seguito alle note espresse dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (che è organo vigilante dell’Inps e del Fondo di solidarietà bilaterale), l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha cambiato parere e ha sostanzialmente accolto la posizione di Federfarma, eliminando i titolari di farmacia dall’elenco dei soggetti obbligati al versamento.

L’Inps si impegna inoltre a fornire le istruzioni operative per il recupero del contributo versato dal marzo 2020 al dicembre 2021.

Inoltre, l’Inps precisa che “con riferimento alle domande di prestazione di integrazione salariale presentate dalle farmacie al Fis, che sono state respinte in virtù dell’inquadramento attribuito pro tempore, le stesse saranno oggetto di riesame”.

Per approfondimenti, si rimanda al testo integrale della Circolare Federfarma 62/2022.