Gli italiani e gli antibiotici: un rapporto molto ravvicinato e anche complesso, dato che, come attesta anche il recente Rapporto dell’Aifa, nel nostro Paese vi è un alto consumo di questi farmaci, superiore alla media europea, e un utilizzo spesso inappropriato, che favorisce il fenomeno della antibiotico-resistenza (ne abbiamo parlato qui). Alcune indagini hanno sondato il livello di conoscenza degli italiani e l’uso che fanno degli antibiotici. Tra queste, ricordiamo quella del Censis, realizzata in collaborazione con l’Università di Foggia, e quella, recentissima, condotta da AstraRicerche su commissione di Enterolactis (Sofar).

Gli italiani e gli antibiotici: alcune indagini fotografano il rapporto deila popolazione con questi farmaci, molto utilizzati, ma conosciuti soltanto parzialmente.

Secondo la ricerca del 2020 del Censis su “Gli italiani e gli antibiotici”, ricordata a Roma in occasione della presentazione del Rapporto Aifa, più dell’80% degli italiani si ritiene molto o abbastanza informato sugli antibiotici.

Però, approfondendo l’argomento, l’indagine rileva che per il 46% gli antibiotici si usano anche per curare infezioni causate da virus. Inoltre, soltanto il 50% afferma di sapere che cosa sia la antibiotico-resistenza, mentre il 21,6% ne ha soltanto sentito parlare e il 28,3% non sa di che cosa si tratta.

L’indagine Enterolactis-AstraRicerche riporta risultati più positivi, dal punto di vista della consapevolezza dei cittadini. Emerge infatti che l’86,8% sa che l’assunzione impropria di antibiotici espone al rischio di effetti indesiderati, l’83,9% riconosce che questi farmaci possono causare disturbi gastrointestinali (come diarrea, gonfiore e tensione addominale) e l’83,7% afferma di conoscere il fenomeno dell’antibiotico-resistenza causato da un’eccessiva assunzione. Infine, il 61,5% è cosciente dello scopo degli antibiotici è la cura e non la prevenzione delle malattie.

Forte disinformazione tra i più giovani

Secondo questa ricerca, il problema maggiore è rappresentato dalla disinformazione tra i più giovani. Infatti, nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni, ben il 47% ritiene che, in caso di febbre, mal di gola o mal d’orecchi, si debba utilizzare subito l’antibiotico e il 35% è convinto che gli antibiotici possano essere usati anche per prevenire le malattie.

Soltanto il 40% degli intervistati sa che gli antibiotici sono efficaci solo sui batteri e non sui virus e, rispetto alla media (il 70% contro il dato dell’83,9% citato sopra), è più scarsa la conoscenza dei disturbi gastro-intestinali che possono essere causati dalle terapie antibiotiche.

Per quanto riguarda la frequenza d’us0, risulta che negli ultimi tre anni il 69,7% degli intervistati li ha utilizzati (percentuale che sale al 75% tra le donne). Chi ha assunto antibiotici nell’ultimo triennio lo ha fatto più volte; lo dichiara il 75% degli intervistati, la larga maggioranza.

Perché si usano gli antibiotici? Come illustrato dal grafico, l’ascesso dentale è il motivo più frequente per cui si assume un antibiotico (indicato dal 43% delle persone). Seguono le infezioni alle vie respiratorie (32,9%), alle vie urinarie (25,5%), all’apparato gastro-intestinale (18,9%).

Per che cosa gli italiani usano gli antibiotici

 

Gli italiani e gli antibiotici