AntiCov è uno studio sugli anticorpi monoclonali che intende verificare quale sia la loro efficacia contro il Sars-CoV-2 e in  particolare contro la sua più recente variante, la Omicron. Partito quest’anno, il progetto è finanziato dall’Agenzia italiana del farmaco e coordinato dalla Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, e coinvolge anche Federfarma e le farmacie di Roma e del Lazio e quattro grandi ospedali romani.

Al via il progetto AntiCov, una ricerca sugli anticorpi monoclonali per testarne l’efficacia contro  Sars-CoV-2. Lo studio si avvale anche dell’impegno diretto delle farmacie di Roma e del Lazio, che contribuiranno all’informazione e alla selezione dei pazienti che parteciperanno all’indagine.

Il progetto di ricerca si propone in particolare di “testare l’efficacia della terapia con anticorpi monoclonali nel trattamento domiciliare del Covid-19 in fase precoce”. Queste terapie si sono finora dimostrate promettenti nel prevenire le forme più gravi della sindrome da Covid e quindi nell’evitare il ricovero in ospedale del paziente. Si tratta ora di approfondire le conoscenze e di confermarne i risultati, ponendo sotto osservazione un gruppo selezionato di pazienti che saranno sottoposti alla terapia monoclonale e seguiti costantemente a domicilio, con telemonitoraggio a distanza, da professionisti sanitari qualificati in tutte le fasi dello studio.

Possono partecipare alla ricerca soggetti con più di 12 anni, risultati positivi a Covid-19, sia che abbiano particolari fattori di rischio (come obesità, diabete, età avanzata, malattie respiratorie o cardiache, insufficienza renale eccetera) sia che non abbiano altre patologie. La ricerca si svolgerà attraverso l’osservazione di circa seicento pazienti.

Partecipano al progetto AntiCov 135 farmacie

I farmacisti territoriali  -già molto attivi nella campagna antipandemica con i test antigenici, i vaccini, la consulenza sanitaria- sono chiamati a partecipare all’informazione e all’arruolamento della popolazione. Spiegheranno ai cittadini come e perché partecipare a questo importante studio e a indirizzare i candidati eleggibili al Policlinico Gemelli per la selezione dei partecipanti alla ricerca.

Partecipano al progetto AntiCov 135 farmacie, la maggior parte situate a Roma, ma molte anche in altre province del Lazio, come Latina e Frosinone.

Come ha dichiarato all’agenzia Dire il consigliere di Federfarma Roma Vladimiro Grieco, responsabile del progetto per Federfarma Lazio, “noi farmacisti siamo entusiasti di essere parte attiva di una ricerca sui farmaci quanto mai importante”. Infatti, prosegue Grieco, “le farmacie possono dare un apporto determinante a questo studio intercettando e indirizzando i pazienti idonei anche grazie al rapporto di fiducia che da sempre lega il farmacista al cittadino”.

Richeldi (Policlinico Gemelli): “Il nostro studio in particolare si focalizzerà su tre domande: ci sono differenze tra i vari anticorpi monoclonali in termini di efficacia e sicurezza nella popolazione ad alto rischio? Questi anticorpi sono utili anche nella popolazione a basso rischio? E nella popolazione pediatrica?”

Sul sito della Fondazione Gemelli, il professor Luca Richeldi, direttore della Uoc di Pneumologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e ordinario di Pneumologia presso l’Università Cattolica spiega così l’obiettivo dello studio AntiCov: “Il nostro studio in particolare si focalizzerà su tre domande: ci sono differenze tra i vari anticorpi monoclonali in termini di efficacia e sicurezza nella popolazione ad alto rischio? Questi anticorpi sono utili anche nella popolazione a basso rischio? E nella popolazione pediatrica?”

“Non ci sono al momento studi che ci dicano in modo definitivo quali anticorpi siano più efficaci o perdano efficacia nei confronti di Omicron -continua Richeldi- Abbiamo per ora solo studi in vitro che suggeriscono che solo uno di questi anticorpi mantenga la sua efficacia contro Omicron, ma non abbiamo ancora prove cliniche certe. Questo studio ci aiuterà dunque a verificarlo. Nella popolazione a basso rischio invece che sarà randomizzata a uno dei tre trattamenti anticorpali o al cosiddetto ‘standard of care’ (terapia sintomatica) vogliamo verificare un’altra ipotesi: i monoclonali sono utili o no in questa popolazione? Lo studio da noi coordinato comprenderà anche una fascia pediatrica (saranno arruolati pazienti over 12) e questo è molto tempestivo perché Omicron si sta diffondendo in modo molto veloce in questa popolazione”.