I farmacisti ucraini potranno esercitare temporaneamente la professione in Italia sino al 4 marzo 2023. Lo prevede una misura in deroga alla disciplina del riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie contenuta nel Decreto legge 21/2022 approvato dal Governo italiano, in vigore dal 22 marzo 2022.

Il Decreto legge 21/2022 consente ai farmacisti ucraini di esercitare temporaneamente la professione in Italia sino al 4 marzo 2023.

Il provvedimento rientra nel quadro degli interventi sugli effetti economici e umanitari della crisi in Ucraina e intende quindi dare l’opportunità ai professionisti sanitari con titolo conseguito in Ucraina di operare temporaneamente sul territorio italiano.

Pertanto, i professionisti sanitari cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022 avranno la possibuilità di esercitare la professione sul territorio italiano sino al 4 marzo 2023. Questi cittadini devono possedere una qualifica professionale regolata da direttive europee e conseguita al di fuori del territorio dell’Unione Europea (come prevede la Direttiva Ue sul reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali, Direttiva n. 2005/36, che riguarda anche la qualifica di farmacista).

L’esercizio temporaneo dei farmacisti ucraini è previsto in strutture pubbliche e private, che possono procedere al reclutamento temporaneo dei professionisti sanitari muniti di “Passaporto europeo delle qualifiche dei rifugiati”. In Italia l’ente che certifica le qualifiche dei rifugiati è il Cimea (Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche).

Quindi, come spiega la Circolare di Federfarma 147/2022 (disponibile sul sito nell’area riservata), il titolare di farmacia potrà proporre a un farmacista ucraino un contratto di lavoro a tempo determinato o un rapporto di lavoro autonomo anche di collaborazione coordinata e continuativa. Il titolare dovrà poi comunicare all’autorità regionale/provinciale competente, nonché al relativo Ordine provinciale, il nominativo del professionista.