Uno Stato Ue può liberamente stabilire la distribuzione dei test antigenici solo in farmacia. È quanto si ricava dalla risposta della Commissaria europea per la Salute e la sicurezza alimentare (all’interno della Commissione Ue) , Stella Kyriakides, a un’interrogazione parlamentare.

Antigenici solo in farmacia nella Ue? Ogni Stato è libero di decidere. La risposta della Commissaria europea per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, a un’interrogazione parlamentare.

Infatti, ogni Paese membro dell’Unione Europea può liberamente decidere e legiferare in materia di accesso all’assistenza sanitaria e, nello specifico, anche nella determinazione del prezzo dei test antigenici anti-Covid, nonché dei relativi canali di distribuzione di questi dispositivi medici, a condizione però che sia sempre rispettata la normativa comunitaria applicabile in materia di salute, sicurezza e prestazioni del prodotto.

È questa, in sintesi, la recente risposta della Commissaria Europea per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, all’interrogazione dell’europarlamentare spagnolo Jordi Cañas Pérez, che evidenziava una differenza di prezzo e di distribuzione tra test antigenici venduti obbligatoriamente in farmacia nel suo Paese e test distribuiti, invece, nei supermercati in altri Paesi.

Cañas Pérez ha evidenziato come il prezzo medio di tale prodotto venduto in farmacia in Spagna sarebbe ben superiore a quello di altri Stati che ne consentono la vendita in altri punti di distribuzione e ciò violerebbe i diritti dei consumatori, rendendo difficile l’accesso a questi test per le famiglie meno agiate.

Per tale ragione l’europarlamentare ha chiesto alla Commissione quali misure intenda adottare per porre fine alle differenze di prezzo dei test antigenici e consentirne l’accesso a parità di condizioni e se intenda definire una strategia comune per la vendita dei test negli esercizi commerciali.

Kyriakides: la salute pubblica è responsabilità delle politiche nazionali.

La Commissaria Kyriakides, nel ribadire che ogni Paese membro ha facoltà di disciplinare prezzo e canale di distribuzione così come ritiene opportuno, ha specificato che la salute pubblica è responsabilità delle politiche nazionali, ai sensi dell’articolo 168 del Tfue (Treaty on the functioning of the European Union, Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) e che i Regolamenti Ue in materia dispositivi medici e di dispositivi medico-diagnostici in vitro non disciplinano l’organizzazione, disposizione o finanziamento dei servizi sanitari e delle cure mediche, cosa di esclusiva competenza di ogni Stato membro. (RDA)

Un articolo correlato lo potete trovare sul nostro sito qui.