Il Rapporto annuale del Pgeu ha sottolineato il ruolo centrale dei farmacisti nel contrasto alla pandemia da Covid-19,  e non solo, nel corso del 2021.

Il Gruppo farmaceutico dell’Unione europea Pgeu nel suo Rapporto 2021 sottolinea il ruolo centrale dei farmacisti territoriali come fornitori di cure primarie durante la pandemia da Covid-19.

Il 2021 verrà ricordato nella storia della farmacia come un anno di resilienza e progresso: in tutta Europa, i farmacisti territoriali si sono uniti e hanno ampliato la loro azione per assistere pazienti, per proteggere l’accesso ai trattamenti e per fornire servizi sanitari alle loro rispettive comunità.

In molti Paesi hanno svolto un ruolo chiave nella promozione delle campagne di vaccinazione anti-Covid-19, assicurando al contempo il successo delle strategie di test per frenare la diffusione del virus. Mentre la pandemia esercitava un’enorme pressione sui sistemi sanitari europei, la nostra categoria ha dimostrato di poter fare molto per i propri pazienti anche in tempi così difficili.

Il report annuale del Gruppo farmaceutico dell’Unione Europea per l’anno 2021 ha sottolineato il ruolo centrale svolto dai farmacisti territoriali come fornitori di cure primarie durante la pandemia Covid-19. Il report parla di storie comuni, evidenziando esperienze paradigmatiche utili a far conoscere al grande pubblico il valore fornito dalle farmacie alle loro comunità.

Informare e rassicurare i cittadini

Per esempio, a Bruxelles, Fatima è stata una delle prime farmaciste in Belgio a poter somministrare vaccini e la sua farmacia è diventata un mini-centro di vaccinazione, arrivando a vaccinare ben 56 persone in un solo giorno il 17 settembre scorso. “Passiamo dalla porta, facciamo una domanda e decidiamo” afferma un paziente.

Poiché conosce molto bene gli abitanti del suo quartiere, può discutere con loro, rassicurarli e spiegare, senza impegno, come funziona il vaccino. “Vengono a cercare informazioni perché leggono e sentono un sacco di notizie false. Io dico loro che per alcuni di loro la vaccinazione è vitale. Che domani potrebbero finire in terapia intensiva”. Secondo Fatima, i giovani “non sempre capiscono perché devono essere vaccinati. Io gli faccio capire che stanno facendo un servizio ai loro genitori, ai loro nonni. Capiscono che è qualcosa di serio, ma non necessariamente che può venire anche da loro”. E poi ci sono sempre le fake news. “Hanno paura delle cosiddette sostanze pericolose, temono per la loro fertilità, di non avere figli…”.

Farmacisti quotidianamente impegnati sul campo

In Italia, Paolo Betti, farmacista e presidente di Federfarma Trento, racconta come ha salvato la vita a una collega di 52 anni grazie all’uso tempestivo di un defibrillatore semiautomatico.

“Era mattina presto -racconta- e avevamo già iniziato a somministrare i test antigenici quando la mia collega mi ha guardato e mi ha detto: “Paolo credo di svenire”. Io ero accanto a lei e l’ho presa in braccio, stendendola a terra. Avevo pensato a un calo della pressione sanguigna, anche perché lei è una persona sana, che mangia le verdure del suo orto, non fuma e non beve. Ma invece non ho più sentito battere il suo cuore e non si svegliava. Grazie a Dio, avevamo seguito un progetto della Provincia di Trento che aveva fornito un defibrillatore alle farmacie che ne avevano fatto richiesta, ma che io non avevo mai usato. Quando ho visto che il battito era sparito e che non respirava, ho iniziato il massaggio cardiaco e ho usato il defibrillatore, nell’attesa di ricevere aiuto”.

Betti, ancora commosso, ci tiene a precisare che grazie al defibrillatore e a un soccorso tempestivo dell’ambulanza “siamo riusciti a salvarle la vita”.

In Irlanda, la farmacista Jess McNamara spiega dove ottenere informazioni sui vaccini contrp Covid-19, incoraggiando i giovani, laddove sia possibile, a farsi vaccinare completamente.

La croce verde sempre accesa dimostra il ruolo centrale dei farmacisti

Covid-19 sta diventando un’esperienza duratura, che sta mettendo gli individui, i governi e i sistemi sanitari sotto una pressione senza precedenti. Gli ultimi due anni sono stati molto impegnativi, ma la croce verde della farmacia è rimasta sempre accesa in tutta Europa anche quando tutto il resto era spento. (EP)

In proposito, si veda anche la Circolare di Federfarma 156/2022 sul sito della Federazione nell’area riservata.