Anche Egualia e Adf hanno preso parte in questi giorni alle audizioni avviate dalla XII Commissione Affari sociali della Camera in materia di distribuzione diretta e Dpc (l’indagine conoscitiva parlamentare ha sentito anche il parere di Federfarma e Sunifar, come abbiamo documentato qui e qui sul nostro sito). E anche Egualia e Adf hanno sottolineato i vantaggi della Dpc.

Audizioni presso la Commissione Affari sociali della Camera anche per Egualia e Adf, che hanno espresso la loro posizione sui vantaggi della distribuzione per conto e sulle criticità della distribuzione diretta.

La Commissione ha dunque ascoltato anche Michele Uda, direttore generale di Egualia, il quale ha sottolineato il ruolo fondamentale delle farmacie, che vanno tutelate e valorizzate per garantire una reale difesa del diritto alla salute del cittadino. Infatti, è grazie ai farmacisti che è stato possibile consentire ai pazienti l’accesso a terapie che in passato risultavano particolarmente costose, anche attraverso la promozione della cultura dei farmaci equivalenti.

Le criticità della distribuzione diretta riguardano: l’annullamento del rapporto di fiducia tra il paziente, il medico e il farmacista, determinato dall’approvvigionamento di farmaci in un’unica soluzione all’inizio del ciclo di terapia; le difficoltà per il paziente, che si trova costretto a recarsi presso le farmacie ospedaliere anziché presso la farmacia sotto casa; i costi aggiuntivi per il sistema e il rischio di mancata aderenza alla terapia; un rischio di spreco di farmaci in caso di modifica della terapia e, comunque, di conservazione non corretta presso l’abitazione dei pazienti; un sovraccarico di lavoro per le farmacie ospedaliere.

Necessario un riordino delle norme

È quindi necessario un riordino delle norme che consenta di ripartire dal principio che le forme di distribuzione alternativa sono nate innanzitutto per esigenze di monitoraggio dei pazienti e solo in parte di controllo della spesa. Oggi la stragrande maggioranza dei medicinali gestibili dalla medicina generale e distribuiti in farmacia sono medicinali fuori brevetto con prezzi notevolmente ridotti grazie agli equivalenti. Il presupposto del controllo della spesa viene meno, così come è venuto meno il necessario controllo della terapia stessa, tranne specifici casi.

I farmaci prescrivibili dal medico di medicina generale non dovrebbero essere compresi nel Pht, ma andare direttamente nel regime convenzionato, ancora di più quando il prezzo al pubblico di questi medicinali è sotto una certa soglia. Il Pht, a quel punto, dovrebbe diventare un contenitore temporaneo di farmaci che hanno bisogno di una fase di monitoraggio e controllo.

Walter Farris, presidente di Adf, ha sottolineato come la Dpc sia un processo attraverso il quale si distribuisce non solo il farmaco per conto della sanità pubblica, ma un mezzo con il quale si articola un sistema di prestazioni che sostanziano la cosiddetta “Farmacia dei servizi” e che rappresentano uno strumento essenziale e avanzato di supporto e di monitoraggio della salute della popolazione in generale.

L’efficacia del modello Dpc

Questa modalità distributiva è stata largamente utilizzata per far giungere i medicinali, nello specifico del Pht, al paziente, superando le difficoltà poste dalla crisi pandemica. Ciò evidenza l’innegabile valore sociale e sanitario del sistema, flessibile e plasmabile sui bisogni di salute della popolazione.
La piattaforma logistico-distributiva della Dpc è stata e rimane, inoltre, il sistema utilizzato per distribuire i vaccini anti-Covid-19 dalle farmacie ospedaliere a quelle di comunità e la successiva inoculazione nella popolazione.

Il modello della distribuzione per conto ha, quindi, dimostrato la propria straordinaria e centrale efficacia consentendo la consegna capillare su tutto il territorio nazionale di milioni e milioni di vaccini anti-Covid-19 alle farmacie in tempi rapidissimi, senza interruzioni nella catena di fornitura e superando tutte le complessità logistiche e gestionali acuite dalla crisi pandemica. Si è confermato quindi un modello efficace e conveniente, grazie all’efficienza della filiera distributiva, che può essere applicato, con ottimi risultati, ai medicinali oggi erogati in distribuzione diretta. (PB)