Cessato lo stato di emergenza, non devono essere però trascurate le misure di sicurezza in farmacia, perché la pandemia è purtroppo ancora tra noi. Federfarma ha emanato un’ampia circolare, la 172/2022, nella quale riassume le linee guida fissate dalla recente ordinanza del Ministero della Salute (dell’1.4.2022) sulla ripresa delle attività economiche e sociali e sulle norme anti-Covid tuttora da rispettare per tutelare la salute delle persone.

La sicurezza in farmacia dopo lo stato di emergenza: le linee guida ministeriali sulla ripresa delle attività economiche e sociali e un promemoria di Federfarma sulla normativa vigente.

L’Ordinanza del Ministero (che ha validità sino al 31 dicembre 2022) ripropone -spiega Federfarma- “le norme, semplificate rispetto al passato, per contrastare la diffusione del contagio da Covid-19, quali norme igieniche e comportamentali, utilizzo dei dispositivi di protezione e distanziamento, per tutelare i fruitori delle attività e dei servizi, ma le stesse non entrano nel merito delle specifiche misure di prevenzione per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, per le quali si rimanda alla normativa vigente”.

Le linee guida stabiliscono misure di carattere generale applicabili a tutti i settori e disposizioni specifiche dedicate a singole attività. Parte di queste norme riguardano specificamente il tipo di attività svolto dalla farmacia. Per tutti i dettagli e gli approfondimenti si rimanda alla lettura del testo completo della Circolare 172, disponibile sul sito di Federfarma nell’area riservata.

Le misure che valgono per tutti

Qui vediamo in sintesi quali sono le misure generali valide per tutti i settori.

  • Informazione – Predisposizione da parte degli esercenti di un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, comprensiva di indicazioni sulla capienza massima dei locali e comprensibile anche a utenti di altra nazionalità. È opportuno continuare ad apporre adeguata cartellonistica che indichi l’obbligo di indossare la mascherina, le regole di accesso ai locali -compresa l’eventuale capienza massima-, l’obbligo di igiene delle mani nel caso di acquisti con scelta in autonomia e manipolazione del prodotto da parte del cliente, e l’obbligo di distanziamento interpersonale di un metro.
  • Certificazione verde Covid-19 – Obbligo di possesso e presentazione della certificazione verde Covid-19, base o rafforzata, in tutti i contesti in cui è prevista.
  • Protezione delle vie respiratorie – Uso corretto della mascherina a protezione delle vie respiratorie (mascherina chirurgica o dispositivo atto a conferire una protezione superiore, quale Ffp2) in tutti gli ambienti chiusi e, in caso di assembramento, anche all’aperto, ove previsto dalla normativa statale vigente.
  • Igiene delle mani – Messa a disposizione, all’ingresso e in più punti dei locali, di soluzioni per le mani, al fine di favorirne l’igienizzazione frequente da parte degli utenti.
  • Igiene delle superfici Frequente igienizzazione di tutti gli ambienti, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza.
  • Aerazione – Rinforzo del ricambio d’aria naturale o attraverso impianti meccanizzati negli ambienti chiusi. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria, a eccezione dei casi di assoluta e immodificabile impossibilità di adeguamento degli impianti, per i quali devono essere previste misure alternative di contenimento del contagio. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. In ogni caso, si raccomanda il potenziamento nella maggior misura possibile, dell’areazione dei locali per favorire il ricambio dell’aria e favorire la costante manutenzione degli apparati a ciò deputati.

Norme applicabili all’attività della farmacia

Le misure che riguardano specificamente il settore del commercio sono applicabili per la sicurezza in farmacia. Ecco che cosa prevedono le linee guida ministeriali.

  •  Prevedere regole di accesso, in base alle caratteristiche dei singoli esercizi, in modo da evitare code e assembramenti di persone e assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra i clienti, a eccezione delle persone che, in base alle disposizioni vigenti, non sono soggette al distanziamento interpersonale; quest’ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Pur non sussistendo una disposizione che stabilisca una specifica capienza massima, il titolare di farmacia, tenendo conto delle caratteristiche dei locali, dovrà continuare a garantire un contingentamento all’accesso, in modo tale che il numero di clienti presenti all’interno della farmacia non comporti la creazione di file e assembramenti e, comunque, in modo che sia assicurato il mantenimento di almeno un metro di separazione tra i clienti.
  • Nel caso di acquisti con scelta in autonomia e manipolazione del prodotto da parte del cliente, dovrà essere resa obbligatoria la disinfezione delle mani prima della manipolazione della merce.
  • Favorire modalità di pagamento elettroniche.

Obblighi che rimangono

Federfarma ha poi riepilogato, come utile promemoria per i farmacisti, le norme stabilite dal Decreto legge 24/2022, per i posti di lavoro, che riguardano anche la sicurezza in farmacia riguardo a Covid-19.

  • l’utilizzo del Green pass base per chiunque intenda accedere nei luoghi di lavori sino al 30 aprile 2022
  • l’utilizzo della mascherina al chiuso sino al 30 aprile 2022
  • l’obbligo vaccinale per i farmacisti, pena la sospensione dall’Albo, sino al 31 dicembre 2022
  • l’utilizzo del Green pass rafforzato sino al 30 aprile 2022 per convegni e congressi e eventi assimilabili
  • la sorveglianza sanitaria per i lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio sino al 30 giugno 2022
  • le modalità agevolate di avviare il lavoro agile per i lavoratori del settore privato sino al 30 giugno 2022.

Inoltre, nei luoghi di lavoro, il datore di lavoro rimane comunque responsabile della sicurezza dei lavoratori, tutelandone la salute e l’integrità, proteggendoli dai rischi. Pertanto -sottolinea Federfarma- “a prescindere della cessazione formale dello stato di emergenza, dovrà continuare a valutare ancora il grado di rischio da contagio da Covid-19, soprattutto nella fase di aumento dei contagi, e adottare le opportune misure per mitigare il rischio. In tal senso, a pandemia ancora in atto, si consiglia di continuare ad adottare i protocolli e le misure previste per la fase emergenziale a tutela della sicurezza dei luoghi di lavoro”.

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