La nuova remunerazione delle farmacie è entrata nel Documento di economia e finanza (Def) 2022 approvato dal Consiglio dei ministri, che rappresenta  la base per l’elaborazione della prossima Legge di Bilancio 2023. Nel Def il Governo ha formulato la propria linea di indirizzo per un nuovo metodo di calcolo della remunerazione delle farmacie in termini che prevedono la valorizzazione del ruolo delle farmacie italiane per la dispensazione del farmaco nell’ambito del Ssn. Ne dà notizia con soddisfazione Federfarma con la Circolare 178/2022, consultabile sul sito nell’area riservata.

Il Def 2022 riporta gli indirizzi del Governo per una nuova remunerazione delle farmacie basata su un nuovo metodo di calcolo che consenta di valorizzare il ruolo della farmacia italiana nel Ssn: un ulteriore passo avanti per la farmacia dei servizi.

I documento appena approvato (il 6 aprile) prevede infatti che: “al fine di salvaguardare la rete di prossimità rappresentata dalle farmacie italiane, a partire dalle zone interne, montane e a più bassa redditività, sarà valutato un nuovo metodo di calcolo della remunerazione delle farmacie per la dispensazione del farmaco nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Tale metodo di remunerazione -da implementare in coerenza con i vincoli di finanza pubblica e tenendo conto degli esiti della sperimentazione di cui all’articolo 20 del Decreto legge 22 n. 41, marzo 2021- potrà accompagnare lo sviluppo di una moderna idea di farmacia che, insieme alla dispensazione di farmaci, si trasformi, sempre di più, in “farmacia dei servizi”, ovvero un luogo di riferimento dove erogare assistenza e servizi”.

Federfarma considera importante l’indirizzo formulato dal Governo e ricorda quanto su ciò abbia positivamente influito il costante dialogo aperto dalla Federazione con  i rappresentanti delle amministrazioni competenti e con il ministri della Salute e dell’Economia e delle finanze.

Per un nuovo modello di farmacia convenzionata con il Ssn

In particolare, nota Federfarma, i ministri hanno colto “la necessità di traguardare la pur fondamentale fase sperimentale dell’attuale remunerazione aggiuntiva (stabilita per gli anni 2021 e 2022) per giungere a un nuovo modello di farmacia convenzionata con il Ssn, come soggetto su cui far leva nella strategia di rafforzamento della componente territoriale del sistema sanitario nazionale”.

Federfarma ringrazia quindi i rappresentanti del Governo “che, evidentemente, intendono impegnare le farmacie, oltre che nel consolidamento strutturale delle attività svolte durante l’emergenza pandemica, anche nello sviluppo di ulteriori attività di affiancamento al Ssn”.

Dopo questo cruciale passaggio, per la nuova remunerazione delle farmacie, si attende l’approvazione della Legge di Bilancio 2023-2025, che dovrà dare concretezza agli indirizzi formulati.

Fedefarma auspica quindi “il passaggio da soluzioni sperimentali (e legate all’emergenza) a soluzioni strutturali (che oltrepassino il criterio di remunerazione percentuale sul prezzo, per giungere finalmente a un sistema misto che valorizzi massimamente l’atto professionale del farmacista)”, obiettivo per il quale è necessario confermare l’impegno costante di tutta la categoria.