A che punto siamo con l’attuazione degli interventi previsti dal Pnrr per la sanità? Una interrogazione parlamentare lo ha chiesto al ministro della Salute Roberto Speranza, che ha assicurato che il programma procede secondo il piano prestabilito.

Lo stato dell’arte degli obiettivi del Pnrr per la sanità: il ministro Speranza risponde all’interrogazione di un gruppo di senatori.

Un gruppo di senatori di Forza Italia, prima firmataria la capogruppo Anna Maria Bernini, ha dunque presentato un’interrogazione al ministro della Salute in merito allo stato di attuazione degli interventi previsti dal Pnrr per la riorganizzazione della sanità territoriale.

Le risorse stanziate per la sanità dal Pnrr pari a oltre 15 miliardi di euro (circa l’8 per cento del totale) -sottolineano i senatori di FI- sono indirizzate verso due obiettivi principali: le reti di prossimità, le strutture e la telemedicina per l’assistenza territoriale sanitaria e l’innovazione, la ricerca e la digitalizzazione del Ssn. Per le reti di prossimità, le strutture e la telemedicina per l’assistenza territoriale sanitaria sono previsti circa 7 dei 15 miliardi, allo scopo di riformare gli standard strutturali, organizzativi e tecnologici per l’assistenza con l’approvazione di uno specifico decreto ministeriale e, mediante un apposito disegno di legge, per definire un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in linea con l’approccio “one health”.

Viene previsto il potenziamento delle strutture esistenti e la creazione di nuovi presidi territoriali (attraverso l’attivazione di 1.288 “case della comunità” entro il 2026, per circa 2 miliardi euro) e viene immaginato un intervento sui servizi domiciliari e digitali (con la presa in carico, entro la metà del 2026, del 10 per cento delle persone di età superiore ai 65 anni non autosufficienti o con patologie croniche, impiegando 4 miliardi di euro).

Si prevede, inoltre, il rafforzamento dell’offerta assistenziale intermedia a livello territoriale (attraverso la realizzazione di 381 “ospedali di comunità” entro la metà del 2026, con un costo stimato di circa un miliardo di euro).

L’impatto della guerra in Ucraina

Bernini e gli altri componenti del gruppo di Forza Italia al Senato chiedono di sapere quale sia lo stato di attuazione degli interventi previsti e quale possa essere l’impatto del conflitto in Ucraina sugli obiettivi posti e sull’intero sistema sanitario, con particolare attenzione al livello di vaccinazione e al controllo dei profughi ucraini rispetto agli standard di prevenzione e profilassi adottati per i cittadini italiani.

La risposta del ministro della Salute

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha risposto all’interrogazione di fronte all’Aula di Palazzo Madama, evidenziando come il Pnrr offra l’occasione di cambiare il volto del Servizio sanitario nazionale, mettendo a disposizione della riorganizzazione del sistema sanitario risorse senza precedenti. Tali risorse provengono da fondi europei e nazionali.

Il Fondo sanitario nazionale, infatti, è aumentato in maniera molto significativa: dai 114 miliardi di euro del 2019 ai 124 miliardi di oggi. In aggiunta, l’Italia può contare su 20 miliardi di fondi europei. Vi sono, inoltre, 625 milioni per il Piano operativo nazionale (Pon) salute, grazie in particolare all’intervento del ministro per il Sud e la Coesione sociale Mara Carfagna. Per la prima volta nella storia della programmazione europea ci sarà un Pon dedicato alla riduzione delle differenze tra Nord e Sud proprio in ambito salute. È una grande occasione -ha proseguito il ministro per la Salute- che il nostro Paese deve assolutamente provare a realizzare.

Sui fondi del Pnrr, in questo momento è in corso un confronto stringente con le Regioni. In questo momento tutte le scadenze previste sono rispettate e non vi sono elementi che lasciano pensare che il conflitto in Ucraina possa cambiare le tabelle di marcia e gli obiettivi sostanziali programmati.

Quanto alle vaccinazioni -ha proseguito il ministro Speranza– sin dai primissimi giorni dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, il Ministero della Salute ha emanato una circolare, condivisa con la comunità scientifica e con le Regioni, dando indicazioni per favorire al massimo la vaccinazione, non solo anti-Covid, di tutta popolazione in arrivo, in fuga dalla guerra in atto sul territorio ucraino. (PB)

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