Sono cominciati in Sicilia i corsi per farmacisti su asma e bpco, che fanno parte del Progetto Bofe (“Better outcomes for everybody” – Migliori risultati per tutti). Si tratta di uno studio promosso da Sofad (Gruppo Farvima) con la partecipazione di Federfarma Sicilia e dell’assessorato alla Salute della Regione Siciliana (Servizio farmaceutico del dipartimento di Pianificazione strategica), che intende attuare un monitoraggio su novecento pazienti affetti da quelle patologie, coinvolgendo direttamente le farmacie del territorio.

Partito in Sicilia il Progetto Bofe, uno studio che coinvolge direttamente le farmacie del territorio: in programma corsi per farmacisti su asma e bpco in vista dell’attuazione di un monitoraggio su 900 pazienti siciliani.

Lo studio è coordinato da Andrea Manfrin, direttore della Ricerca nella Facoltà di Scienze cliniche e biomediche e chair professor di Pharmacy practice all’Università del Central Lancashire, nel Regno Unito, da Apostolos Tsiachristas, professore di Economia sanitaria all’Health economics research centre dell’Università di Oxford, e da Nunzio Crimi, direttore dell’Uoc di Pneumologia del Policlinico di Catania.

I corsi per farmacisti su asma e bpco (broncopneumopatia cronico-ostruttiva)  si svolgono questa settimana, dal 2 al 6 maggio, in cinque città della Regione Siciliana: Catania, Siracusa, Caltanissetta, Messina, Palermo. Vi partecipano cento farmacisti.

L’obiettivo del Progetto Bofe è valutare un nuovo servizio gestito dai farmacisti territoriali, opportunamente formati attraverso i corsi, in collaborazione con la medicina ospedaliera e del territorio, per monitorare le due diffusissime patologie croniche respiratorie.

Si prevede la presa in carico dei pazienti mediante una piattaforma informatica per la raccolta dati e l’uso di dispositivi indossabili per monitorare e acquisire a distanza i parametri dei pazienti, in modo da poterne verificare anche l’aderenza alla terapia prescritta (una recente indagine della Summer School di Motore Sanità ha rilevato che, per le patologie ostruttive delle vie respiratorie, la corretta e puntuale aderenza dei pazienti italiani è soltanto del 13-14% – si veda sul nostro sito qui).

Il protocollo dello studio è stato approvato da due comitati etici in Italia e nel Regno Unito e inserito nel Registro internazionale degli studi clinici e nel Registro degli studi clinici dell’Organizzazione mondiale della sanità.