Il diabete è una delle patologie più diffuse in Italia e nel mondo ed è in costante aumento. Il farmacista ne ha una immediata percezione quotidiana, perché tante sono le persone con diabete che si recano in farmacia a prendere i farmaci e i presidi sanitari che consentono di mantenere la condizione sotto controllo. La si può quasi considerare come l’epitome delle malattie croniche. Data la sua importanza, il Ministero della Salute le dedica una periodica relazione da presentare al Parlamento, riassumendo lo “stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni in tema di diabete mellito”.

Il Ministero della Salute ha presentato al Parlamento una relazione sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni in tema di diabete mellito, una patologia che riguarda ufficialmente 3 milioni e mezzo di italiani, a cui si stima che vada aggiunto un milione e mezzo di casi di persone diabetiche non ancora diagnosticate.

La relazione ministeriale riporta i dati dell’Istat, secondo i quali hanno  il diabete 3 milioni e mezzo di italiani, il 5,9% della popolazione. A questi, peraltro, secondo le associazioni diabetologiche italiane, vanno aggiunti un milione e mezzo di casi “sommersi”, persone diabetiche che ancora non sanno di esserlo e per il momento non sono state diagnosticate perché senza sintomi palesi.

Si tratta di una patologia la cui diffusione -nella forma detta “di tipo 2”, la più comune- cresce con l’aumentare dell’età: si stima che sopra i 75 anni il 21% delle persone abbia il diabete. Molte tra le persone anziane che si recano regolarmente in farmacia sono dunque diabetiche e spesso chiedono consigli per la propria salute al farmacista.

Dalla relazione si ricava che il diabete è relativamente più diffuso al Sud (7%) e nelle Isole (6,7%) rispetto a Nord-Ovest (5,3%), Nord-Est (5,4%) e Centro (5,6%).

Il trattamento del diabete richiede l’utilizzo dell’insulina obbligatoriamente nel tipo 1 (definito infatti anche insulinodipendente), ma in molti casi anche nel tipo 2. Per il diabete di tipo 2 la terapia farmacologica (che deve essere accompagnata da una alimentazione equilibrata e da attività fisica regolare) si basa anzitutto su medicinali ipoglicemizzanti di vecchia e nuova generazione.

Una terapia personalizzata adeguata e seguita scrupolosamente dal paziente permette di gestire positivamente il diabete tenendo lontane le complicanze della patologia ( a partire da quelle cardiovascolari, tra le più frequenti e pericolose), che sono le conseguenze più temibili per la salute di una condizione mal controllata e anche le maggiori voci di costo per il sistema sanitario.

La questione dell’aderenza terapeutica

Uno degli elementi più interessanti evidenziati dalla relazione 2021 sul diabete sta proprio nel problema dell’aderenza alla terapia, una questione che chiama in causa anche il farmacista per la sua consuetudine con i pazienti e per la sua capacità di consiglio.

Infatti, la relazione ministeriale, nella parte che riguarda la terapia farmacologica, osserva che “l’analisi sull’aderenza al trattamento con antidiabetici mostra una significativa proporzione di trattamento subottimale. Questo dato è in linea con studi precedenti promossi dall’Aifa, nei quali si è osservata in una popolazione di pazienti anziani una non aderenza che oscillava tra il 13 e il 64% per gli ipoglicemizzanti orali e tra il 19 e il 46% per la terapia insulinica. Tra i fattori che tendono a ridurre l’aderenza spiccano sia aspetti clinici (comorbidità, deficit cognitivi e/o sensoriali, depressione) sia aspetti legati al farmaco (politerapia, complessità del regime terapeutico, eventi avversi) e al rapporto con il medico curante (scarsa interazione e/o informazione)”.

Dato che la scarsa aderenza è una causa importante del cattivo controllo della patologia e quindi dello sviluppo di complicanze, queste riflessioni suggeriscono che il contributo del farmacista nel favorire il corretto comportamento del paziente potrebbe migliorare la attuale situazione definita dal Ministero “subottimale” (sull’argomento si possono leggere articoli correlati sul nostro sito qui e qui e sul sito specializzato “tuttodiabete.it” qui).

Ampia parte della relazione è dedicata all’importanza della prevenzione (sostenuta con iniziative dello stesso Ministero) sia del diabete di tipo 2 sia delle sue possibili complicanze, sottolineando l’importanza non solamente della aderenza alla terapia per chi diabetico è già, ma anche, per tutti, di sani stili di vita, a partire da un regime alimentare salutare e dall’attività fisica quotidiana. (SV)

Per approfondire, si può leggere il testo della Relazione qui.