Più della metà dei cittadini europei utilizza internet per problemi di salute, cercando informazioni o prodotti da acquistare, e la tendenza è in aumento. L’Italia non è tra i Paesi in cui il fenomeno è più sviluppato, ma anche da noi l’evoluzione viaggia in quella direzione.

Diverse ricerche attestano che la metà dei cittadini europei consulta internet per problemi di salute, alla ricerca di informazioni o prodotti da acquistare e la tendenza è verso una crescita progressiva.

Secondo l’autorevole società di consulenza e revisione Deloitte, lo sviluppo della digitalizzazione è il pilastro della nuova Europa su cui convergono aspettative e richieste generali dei cittadini, come dimostrano anche i dati di Eurostat da cui risulta che quasi tutte le famiglie europee hanno accesso a internet.

Secondo dati di Deloitte ed Eurostat, la disponibilità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in Europa raggiunge il 99% delle famiglie in Lussemburgo, Paesi Bassi e Norvegia, mentre le percentuali più basse le troviamo in Bulgaria (84%) e in Grecia (85%). L’Italia si colloca al ventiduesimo posto, con il 90% delle famiglie.

Per quanto riguarda gli acquisti on line, due terzi dei cittadini europei adulti (tra i 16 e i 74 anni) nel 2021 hanno comprato beni e servizi di vario genere per uso privato via internet.

La salute è una delle tematiche più ricercate tra chi si informa via internet: infatti, più della meta degli intervistati cerca informazioni sanitarie on line. Il dato si registra anche nell’e-commerce: poco più di una persona su due si avvale di internet per acquistare beni e servizi e/o per chiedere consigli sulla propria salute. Nel 2015 erano il 45%, nel 2021 sono il 55%, con un balzo di 10 punti percentuali.

L’Italia è per il momento in una posizione intermedia in Europa, ma anche da noi il digitale avanza.

Secondo dati di Eurostat, per quanto concerne la ricerca di informazioni su internet per problemi di salute, vi sono differenze marcate tra i vari Paesi d’Europa. In testa vi è la Finlandia con 8 cittadini su 10, seguita a  breve distanza da Paesi Bassi e Danimarca. In coda, con un sensibile distacco, vi è la Bulgaria con 4 persone su 10.

L’Italia è al ventesimo posto, con poco più della metà della popolazione adulta, circa 24 milioni di persone. Da noi però si è registrata, dal 2015 al 2021, una crescita del 23%, nettamente superiore allo sviluppo medio europeo. Intorno alla nostra percentuale vi sono anche il Lussemburgo, la Slovenia, il Portogallo e la Lettonia. Alcuni Paesi vicini, come Austria, Grecia e Francia, hanno quote più elevate delle nostre (intorno al 60%), mentre Malta (71%), Svizzera (72%) e Spagna (69%) ci superano nettamente. Invece, la Germania ha una delle percentuali più basse d’Europa, il 45%.

Il rapporto di Iqvia su “Il consumatore ibrido: il consumer journey dopo la pandemia, il web e il ruolo della farmacia” mette in luce un altro aspetto importante della relazione internet-salute: nel mondo ci si avvale sempre di più delle app per la salute e per la prevenzione, valori in crescita anche nella nostra società. E lo dimostra la continua offerta di nuove applicazioni: per gli utilizzatori di Apple Store e Google Play sono disponibili più di 350.000 app dedicate alla salute, al fitness e alla medicina, e nel 2020 sono state inserite negli store più di 91.000 nuove applicazioni, pari a 251 al giorno.

Un articolo più approfondito su questi temi lo potete leggere sul numero 6 del mensile “Farma Mese”, di imminente pubblicazione. Un articolo correlato lo potete trovare sul nostro sito qui.