Se vi sono rilevanti rimanenze di beni sanitari presso una Asl si può far risalire la causa a un difetto della distribuzione diretta? Il tema è sotteso a una interrogazione parlamentare rivolta ai ministri della Salute e dell’Economia e delle Finanze.

Il deputato Marcello Gemmato ha rivolto ai ministri della Salute e dell’Economia e delle Finanze un’interrogazione relativa a un rilevante incremento delle rimanenze di beni sanitari presso una Asl: la causa potrebbe essere in un difetto della distribuzione diretta?

Il deputato di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato ha presentato un’interrogazione ai ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, prendendo spunto da un controllo effettuato dalla Corte dei Conti presso la Asl di Foggia. In base ai dati rilevati, tale Asl avrebbe fatto registrare “un incremento rilevante” delle rimanenze di beni sanitari, passate dai 10,8 milioni di euro del 2016 ai 16,3 del 2019. Alla richiesta di spiegarne i motivi, il collegio sindacale ha dichiarato “di non aver verificato che l’azienda abbia effettuato un costante monitoraggio dei farmaci scaduti e/o dei prodotti soggetti a scadenza e che per quelli scaduti sia stato eseguito lo scarico degli stessi in attesa dello smaltimento”.

Dagli ulteriori approfondimenti è emersa la mancata informatizzazione dei magazzini di reparto, ma è anche emerso che a far aumentare del 60% in due anni il valore delle rimanenze di farmaci è stata -secondo la Asl- “una più puntuale e capillare rilevazione delle scorte in particolare nei centri/settori non informatizzati”. Ma non esistono dati né sul valore dei farmaci scaduti, né “se tali importi hanno trovato corrispondenza nei relativi formulari di smaltimento”.

Problematiche relative alla distribuzione diretta secondo il deputato

La vicenda, quindi, secondo il deputato Gemmato, sembrerebbe porre in evidenza almeno quattro problematiche relative alla distribuzione diretta del farmaco da parte dell’Asl di Foggia: la prima attiene all’alta quota di beni sanitari afferenti alle rimanenze nei magazzini; la seconda alla mancanza di valore dei farmaci scaduti; la terza si riferisce alla mancata informatizzazione dei magazzini di reparto; la quarta alla mancanza di monitoraggi puntuali.

Alla luce di tale situazione, il rappresentante di Fratelli d’Italia chiede se il Governo ritenga, nel quadro del piano di rientro dai disavanzi sanitari, che i dati rilevati dai controlli effettuati consentano di configurare il meccanismo della distribuzione diretta del farmaco posta in essere dalla Asl di Foggia come economico, efficiente ed efficace. (PB)

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