I farmacisti ucraini possono esercitare la professione in Italia sino al marzo 2023: la misura stabilita dal Decreto legge 21/2022 dello scorso marzo (l’avevamo anticipata qui) è stata confermata dalla Legge di conversione  51/2022, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 maggio. La norma riguarda i professionisti sanitari e gli operatori sociosanitari ucraini con Passaporto europeo delle qualifiche per i rifugiati e le strutture italiane sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, incluse quindi le farmacie.

I farmacisti ucraini potranno esercitare temporaneamente la propria professione in Italia fino al 4 marzo 2023. Le farmacie potranno proporre rapporti di lavoro a tutti i farmacisti ucraini dotati di Passaporto europeo delle qualifiche professionali.

Nello specifico, la legge prevede quanto segue: “è consentito l’esercizio temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore sociosanitario ai professionisti cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022 che intendono esercitare nel territorio nazionale, presso strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private, una professione sanitaria o la professione di operatore sociosanitario in base a una qualifica professionale conseguita all’estero regolata da specifiche direttive dell’Unione europea. Le strutture sanitarie e sociosanitarie interessate possono procedere al reclutamento temporaneo di tali professionisti, muniti del Passaporto europeo delle qualifiche per i rifugiati, con contratti a tempo determinato o con incarichi libero-professionali, anche di collaborazione coordinata e continuativa”.

Rispetto al testo originario del Dl la nuova legge contiene alcune modifiche. La prima prevede che Regioni e Province autonome curino un elenco dei professionisti sanitari reclutati dalle strutture sanitarie pubbliche e private, da trasmettere poi ai relativi Ordini professionali.

L’altra novità è la richiesta, al professionista sanitario impiegato temporaneamente, di depositare, presso la struttura che ha provveduto a fornirgli l’opportunità di esercitare la professione, la documentazione attestante il possesso della qualifica professionale sanitaria, munita di traduzione asseverata presso il tribunale.

Per approfondimenti, si possono consultare la Circolare di Federfarma 248/2022 e il relativo allegato sul sito di Federfarma, nell’area riservata.