Il digitale in sanità continua a crescere in Italia, sia pure a tassi inferiori rispetto ad altri Paesi europei, e investe in particolare la comunicazione medico-paziente e la ricerca di informazioni su questioni di salute via internet. Ce lo dicono diverse ricerche: tra le più recenti, quella dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano e quella di Deloitte, “Outlook Salute Italia”.

Diverse ricerche dimostrano la progressiva crescita del digitale tra gli italiani nell’ambito della sanità, in particolare nella comunicazione medico-paziente e nella ricerca via internet di informazioni su questioni di salute.

Secondo l’Osservatorio del Politecnico, infatti, nel 2021, il 53% degli italiani ha usato internet per cercare informazioni nell’ambito della salute al fine di identificare possibili diagnosi sulla base dei sintomi, mentre il 42% ha cercato informazioni in rete su sintomi e patologie anche prima di una visita. È significativo, inoltre, che il 73% di chi ha cercato notizie in rete, dichiari di prendere decisioni sulla salute in base alle informazioni trovate on line.

Molti italiani apprezzano la possibilità di avere risposte rapide ai loro quesiti

Più rilevante ancora, secondo l’Osservatorio, è l’effetto del digitale sulla comunicazione medico-paziente e, più in generale, professionista sanitario-paziente. Infatti, una rilevazione svolta sui medici specialisti (in collaborazione con Ame, Anmco, Fadoi, Pke e Simfer), sui medici di medicina generale (in collaborazione con Fimmg) e sugli infermieri (in collaborazione con Fnopi) rivela che il 73% degli specialisti, il 79% dei mmg e il 57% degli infermieri utilizza app di messaggistica (come WhatsApp) per comunicare con i pazienti, che risultano essere molto interessati al loro uso soprattutto per la rapidità con cui è possibile ricevere risposte. Certamente in questa accelerazione degli strumenti di comunicazione digitale ha giocato un ruolo determinante la pandemia.

Secondo Chiara Sgarbossa, direttrice dell’Osservatorio Sanità Digitale, vi sono anche alcuni aspetti critici di questa importante evoluzione che vanno tenuti presenti: “Oltre a problemi di sicurezza e privacy, l’utilizzo di questi strumenti può impattare negativamente sulle attività lavorative dei professionisti coinvolti, da cui spesso i pazienti si aspettano risposte immediate. Stentano ancora a diffondersi strumenti più appropriati, sicuri e dedicati all’attività professionale”, come piattaforme dedicate o certificate, usate soltanto da un professionista sanitario su tre.

La telemedicina incuriosisce molto, ma non è ancora ben conosciuta da tutti

L’indagine di Deloitte conferma la tendenza, Da “Outlook Salute Italia” risulta infatti che acquista un peso sempre maggiore la possibilità di affiancare alla relazione medico-paziente “in presenza” anche un’interazione digitale. Infatti, un intervistato su 2 dichiara infatti di aver avuto accesso nell’ultimo anno a un referto medico via e-mail, prenotato una prestazione sanitaria tramite canali on line e comunicato con il proprio medico tramite app o chat.

La telemedicina è una prospettiva che incuriosice e suscita interesse, anche se un italiano su cinque confessa di non sapere in che cosa consista e poco più della metà ritiene di averne solo una vaga idea.

Ciò che attrae è soprattutto la comodità e facilità di accesso e la possibilità di evitare spostamenti superflui più che l’attesa di un’assistenza di migliore qualità.

Inoltre, la digitalizzazione tra gli italiani, secondo Deloitte, si sta manifestando in maniera interessante anche nel campo più generale di salute e benessere, con il crescente impiego di dispositivi elettronici di monitoraggio, come, per esempio, contapassi o misuratori della frequenza cardiaca.

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